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"Questo hotel è sporco": il gestore chiama i suoi amici, rissa tra 6 persone a Jesolo

Situazione degenerata lunedì pomeriggio in via Bafile, il tutto è nato dalle proteste di due egiziani. Indagini ancora in corso, i clienti erano alloggiati irregolarmente

I clienti protestano per le cattive condizioni dell'albergo, il gestore chiama i suoi amici e la situazione velocemente degenera. L'episodio lunedì pomeriggio, in una struttura ricettiva di via Bafile a Jesolo. Sul posto intervengono i carabinieri della stazione locale, che arrivano proprio mentre uno dei protagonisti sta cercando di allontanarsi in sella ad una bicicletta con una catena arrotolata nella mano: l'uomo viene fermato ed indentificato per E.W.M., egiziano di 41 anni, residente a Milano, operaio ed incensurato regolare sul territorio nazionale. I militari si spostano quindi all'interno dell'hotel trovandovi un altro egiziano, E.A.M., 33 anni, residente a Padova, anche lui regolare ed incensurato.

I due testimoniano di aver avuto una lite con il gestore della struttura a causa delle scarse condizioni igienico-sanitarie non rapportate al prezzo del soggiorno (250 euro mensili a testa). A quel punto viene identificato il proprietario dell'albergo, V.D. 51 anni, di Ceggia: si scopre che dopo aver ricevuto le lamentele quest'ultimo aveva invitato gli ospiti a lasciare la struttura, e, al loro rifiuto, aveva chiesto il supporto di suoi tre amici italiani per passare alle "cattive maniere". Ne era scaturita una vera e propria rissa tra le sei persone coinvolte.

I militari identificano anche i tre italiani intervenuti, operai ed imprenditori del posto. Per tutti e sei scatta una denuncia per rissa, mentre al primo egiziano tocca una seconda denuncia per porto di oggetti atti ad offendere con sequestro della catena. Tutti riporta lievi graffi senza necessità di cure mediche, tranne il secondo egiziano che si porta autonomamente al pronto soccorso e riporta lievi ferite guaribili in 5 giorni.

Ma non è finita qua, perché il gestore viene denunciato anche per aver fatto alloggiare gli ospiti senza la prevista comunicazione alla questura. Sul posto, a supporto delle operazioni, arrivano le pattuglie della stazione carabinieri di Cavallino Treporti, del commissariato di polizia e della polizia locale, che provvedono a eseguire verifiche sull’agibilità edile della mansarda in cui gli egiziani erano alloggiati. Le verifiche proseguono la mattina successiva. Infine viene richiesto l'intervento degli ispettori del dipartimento prevenzione e sanità dell’Ulss 10, proprio per controlli di tipo igienico-sanitari: vengono così riscontrate ulteriori irregolarità sulla diversa destinazione d’uso dei locali, per le quali saranno elevate sanzioni amministrative. L’operazione rappresenta l'efficacia del coordinamento tra le varie forze impegnate quotidianamente nel controllo e nella salvaguardia del litorale jesolano.

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