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Anche a Venezia vince nettamente il "No" alla riforma: a quota 61,72% in provincia

Sono stati più di 3 milioni e 700mila i veneti chiamati alla urne domenica. Affluenza molto elevata, oltre il 75%. A Venezia il "No" si è imposto con il 59,11% delle preferenze

Tutto cambia dopo la notte del Referendum. Una nottata in cui il quadro politico è destinato a mutare a livello nazionale, anche se qualche scossone potrebbe arrivare anche a livello locale. Fatto sta che a Nordest i "No" alla riforma costituzionale hanno superato il 60%, nella provincia di Venezia, invece, si sono assestati sul 61,72% dell'elettorato. Un'affermazione pesante per chi si è schierato fin da subito contro la riforma, come la Lega Nord. Uno degli ultimi ad annunciare invece l'intenzione di votare "Sì" era stato il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. Come il capoluogo lagunare fu una delle ultime mete elettorali dell'ormai ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi (che ha annunciato le dimissioni in nottata). Esultanza immediata sui social, con il capogruppo alla Camera di Forza Italia, il veneziano Renato Brunetta, che ha seduta stante chiesto al premier di farsi da parte: "Il Pd dica quello che vuole fare, ma Renzi in questi mille giorni di suo governo ha avvelenato il clima politico". Ora la palla passa al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Affluenza al 72,20% nel Comune di Venezia. Hanno votato sì 57.819 elettori, pari al 40,89%, mentre hanno votato no 83.581 elettori pari al 59,11%. Le schede bianche sono state 296, 740 le nulle e le schede contestate 3. Record di "No" registrato a Cavallino-Treporti, votato dal 71,67% dei cittadini. In tutti i Comuni del Veneziano la percentuale dei contrari alla riforma costituzionale è rimasta sopra il 57%: a Chioggia il 68,80%, 10 punti percentuali in meno a Dolo (58,27%), ancora meno a Mirano, dove il "No" è stato votato dal 57,45% degli aventi diritto. Si sale invece al 60,19% a San Donà di Piave e al 65,90% a Jesolo. Dato definitivo in provincia:

In Veneto il corpo elettorale era di 3 milioni e 725mila persone: 658.607, di cui 316.698 uomini e 341.909 donne per 820 sezioni, tra Venezia e provincia, oltre 200mila nel solo Comune veneziano, compresi i residenti e i cittadini all'estero. Tutto è filato liscio, anche se i problemi non sono mancati. In mattinata è stata segnalata una presunta irregolarità alla Gazzera, dove una donna ha spiegato di aver ricevuto per votare una matita cancellabile. Negli stessi minuti il caso montava in tutta Italia: segnalazioni simili a Roma, Napoli, Salerno. Nel pomeriggio una seconda segnalazione è giunta da Mestre, dove anche un elettore è stato sorpreso a fotografare la scheda. Alle 19 un elettore di Arino di Dolo si è recato al seggio e ha scoperto che risultava avesse già votato: "Incredibile". Segnalazioni in tutta la provincia di mancati controlli dei documenti d'identità (DETTAGLI SUI PROBLEMI AI SEGGI).

AFFLUENZA - Fin da subito si è capito che le urne sarebbero state assaltate durante la giornata di domenica. Alla fine si è attestata al 74,35%. A Venezia gli aventi diritto che si sono recati al seggio sono stati il 72,15% (sono andati a votare 142.341 elettori su 197.272), mentre il Comune che ha registrato la "performance" migliore è stato quello di Fossò (80,25%). Alle 7 del mattino le operazioni di voto si erano avviate regolarmente in tutte le 256 sezioni elettorali del territorio comunale, pronte a gestire le decine di migliaia di votanti attesi, tra cui le 1275 "prime volte" dei neo diciottenni. Le prima stima parziale dell'affluenza per il comune di Venezia è stata registrata a mezzogiorno: 49.602 elettori su 197.272 degli aventi diritto (esclusi i votanti dall'estero), pari al 25,14% sono andati a votare questa mattina per il referendum costituzionale. A livello provinciale il dato era stato del 23,8. Alle 19, invece, nel territorio del capoluogo l'affluenza è stata del 62,72%, mentre in tutto il territorio della città metropolitana è stata del 64,45%, con Campolongo Maggiore a sfiorare la soglia del 70% (69,44%).

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