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"Venexodus", faccia a faccia in Comune con le associazioni: "Urgono misure più incisive"

Partecipata riunione a Ca' Farsetti giovedì. Annunciato un pressing più vigoroso sulla Regione per la riforma della legge sul Turismo. Secchi (Venessia.com): "Soddisfatti a metà"

Tanta gente, perché tante sono le associazioni che vedono nello spopolamento di Venezia uno dei problemi principali da risolvere per il futuro di Venezia. Partecipato faccia a faccia giovedì tra i rappresentanti delle 16 realtà cittadine che hanno organizzato le manifestazioni "Ocio ae Gambe" e "Venexodus" e l'amministrazione comunale. Al tavolo a Ca' Farsetti si sono seduti numerosi esponenti della giunta, ma non il sindaco Luigi Brugnaro.

Dal Comune si è dichiarata la volontà di intervenire su alcuni dei problemi cruciali, facendo pressing sulla Regione per il cambiamento della legge sul turismo e per rimettere in sesto l'organizzazione dell'Ater, la cui competenza è di palazzo Balbi. In più sono stati messi sul tavolo i bandi per l'edilizia residenziale che interessano la laguna, esprimendo la volontà di regolamentare affitti e ricettività extra alberghiera. I rappresentanti dell'associazionismo lagunare (presenti Venessia.com, Generazione 90, ASC, Garanzia Civica, Venezia Cambia, Awakening, Giovane Murano, Murano Viva, ma della partita sono anche Masegni e Nizioleti, Gruppo WSM, Giovani Veneziani, Circolo Manin Tommaseo, Comitato No Grandi Navi, Ambiente Venezia e Ultimi Veri Venexiani) si dichiarano soddisfatti a metà dal lungo incontro: "Non chiediamo la luna, solo misure concrete per chi vuole vivere con dignità nella propria città lavorando e vivendo in case a misura d’uomo - hanno dichiarato - Con la riunione di oggi (giovedì, ndr) è fondamentale definire, subito, un piano strategico riguardante lavoro e residenzialità, come già suggerito fin dall’inizio del vostro mandato e annunciato dal sindaco in campagna elettorale".

Matteo Secchi, portavoce di Venessia.com, vede il bicchiere mezzo vuoto al termine della riunione: "Ci aspettavamo di più - commenta - Sono state dette tante parole, ma di concreto c'era poco. Non è cambiato molto da 3 mesi fa, quando manifestammo. Siamo soddisfatti dell'annunciata pressione sulla Regione, così come del blocco degli sfratti all'Ire. Ma serve essere più incisivi sull'edilizia popolare. Perché le case ci sono. Serve battere i pugni sul tavolo, anche sulla questione Ater, che è di competenza regionale. Ci riaggiorneremo a giugno - conclude - la speranza è che in questi mesi si cambi decisamente rotta". Per il Comune, tra gli altri, hanno partecipato alla riunione il vicesindaco Luciana Colle, il capo di gabinetto Morris Ceron, gli assessori Simone Venturini, Michele Zuin, Renato Boraso, il comandante Marco Agostini. 

“Questa Amministrazione – ha sottolineato Zuin – ha segnato un cambio di rotta rispetto alla situazione di partenza: non sono cambiamenti che si ottengono in un paio d'anni, ma è una strategia a lungo termine che darà i suoi frutti. Con le risorse che abbiamo, tutto non si può fare. In ogni caso, non spenderemo, come si è fatto in passato, più di quanto possiamo introitare”.

Sul fronte della casa, la vicesindaco e assessore al Riordino del Patrimonio, Luciana Colle, ha presentato un quadro dettagliato della situazione: in centro storico e isole le abitazioni di proprietà comunale sono attualmente 2570, 291 delle quali vuote, 204 sfitte perché non abitabili, 41 in manutenzione, 43 in attesa di assegnazione sulla base di graduatoria. Con finanziamenti già stanziati sono stati recentemente risistemati 80 alloggi prima non utilizzabili e sono stati fatti, solo nel 2016, 239 interventi di manutenzione per un totale di 700mila euro. Alle ex Conterie di Murano saranno disponibili già da quest'estate 36 alloggi Erp più 16 in social housing, 10 alloggi nell'area ex La Fontaine e 18 in via Pividor al Lido di Venezia. I primi 71 alloggi nel complesso Opera Pia Coletti saranno assegnati a giugno ad altrettanti nuclei familiari. “L'obiettivo del Comune – come spiega Colle – è di riportare in Città le giovani coppie e la classe media e per fare questo si è deciso di preferire alloggi in social housing piuttosto che altre forme di residenzialità pubblica”. Anche il lavoro sinergico con le principali Ipab della città, - ha sottolineato Venturini – proprietarie di numerosi immobili, può dare un contributo significativo alla questione residenzialità in centro storico. 

“Il problema della casa – ha sottolineato Venturini – non può andare disgiunto da tutti gli altri aspetti che contribuiscono a migliorare la qualità della vita a Venezia, primo tra tutti quello del lavoro. Se non si crea occupazione non si può pensare di incentivare le giovani coppie a trasferirsi in Centro storico. Ci vuole tempo e pazienza, ma, è evidente che, un passo alla volta, le cose stanno cambiando”.


 

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