Cronaca Santa Croce / Fondamenta Santa Maria Maggiore

Carcere di Santa Maria Maggiore, sfiorata la rivolta

Urla e proteste alla casa circondariale lagunare sabato sera. Appiccato il fuoco da un detenuto fuori controllo. Situazione poi rientrata. Tutte le forze di polizia all'esterno. Evitato il peggio dai poliziotti penitenziari. Rogo sotto controllo dai vigili del fuoco

Era sera, sabato. Tra le 18 e le 19. Le prime urla dalle inferriate del carcere a Santa Maria Maggiore si sono udite verso quell'ora. Un crescendo. Si è innescata una forte protesta al penitenziario lagunare. Tutte le forze dell'ordine all'esterno - polizia della questura, carabinieri, polizia locale - sono state dirottate in area: si è sfiorata la rivolta ed è divampato un incendio: fuoco e fumo all'interno delle mura della fortezza. Il pronto intervento degli agenti di polizia penitenziaria ha evitato il peggio. Dopo qualche ora la tensione è rientrata.

Un detenuto magrebino, di difficile adattamento e già implicato in episodi violenti (da verificare il coinvolgimento di altri) ha dato inizio ai disordini nel reparto in cui era, cominciando ad accanirsi con furia distruttiva sull’ impianto di sorveglianza video, dando fuoco a mobili, sedie. Poi ha allagato il reparto con acqua e olioper rendere difficile l'arrivo degli agenti della Penitenziaria. Il fumo ha invaso il settore e solo grazie all’intervento delle guardie carcerarie si è potuto evitare il peggi, mettendo in sicurezza tutti.

A intervenire è l’Unione dei sindacati di polizia penitenziaria (Uspp). «La casa circondariale di Venezia Santa Maria Maggiore soffre una grave carenza di personale di ogni ruolo, soprattutto sottufficiali. A rendere insopportabile sofferenza, stress e tensione degli agenti in servizio è la gestione di detenuti facinorosi e violenti, in un istituto che sorge in un centro abitato, strutturalmente non idoneo negli spazi e la distribuzione dei reparti», afferma Uspp.

Al Santa Maria Maggiore ci sono cento detenuti in più rispetto alla capienza naturale. «Gli eventi di sabato sera - riprende il sindacato -hanno comportato pesanti danni materiali e l’invio urgente al Pronto soccorso di un agente, al quale auguriamo una pronta guarigione, avendo riportato cinque punti alla testa. Rapido è stato il supporto esterno all’Istituto, da parte delle forze dell’ordine, della polizia locale e dei vigili del fuoco. La casa circondariale di Venezia non può più attendere - ribadisce la sigla - servono interventi urgenti e concreti al fine di permettere al personale stanco, stremato e affranto di svolgere i turni ora aggravati dalle tante ore di straordinario, con serenità. L’Uspp esprime solidarietà e vicinanza al personale di Venezia che giornalmente deve garantire la gestiste dell’Istituto in condizioni precarie».

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