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Rivoluzione ai Beni culturali e musei, le Gallerie aperte ai privati

L'incontro di sabato tra Codello e Franceschini è stato l'occasione per illustrare il nuovo piano di Roma: più autonomia alle soprintendenze locali, meno ai poli

La soprintendente veneziana e il ministro dei Beni culturali a colloquio, sabato mattina, e dal loro faccia a faccia emergono le prospettive future per musei e gallerie della laguna. Come riporta la Nuova Venezia, infatti, Renata Codello e Dario Franceschini si sono parlati nel corso di un incontro in due parti, a margine del convegno sui patrimonio in Sala del Piovego a palazzo Ducale e dell’inaugurazione della mostra sull’antica cartografia dell’Europa in Sala dello Scrutinio.

Dalla “city tax” per preservare la città dal turismo “becero” alla rivoluzione del Mibac il passo, almeno per Franceschini, è breve. Sabato a Venezia il ministro non ha infatti parlato solo della situazione locale, ma ha finito per illustrare l'intera riforma che vedrà la sparizione delle soprintendenze museali per essere incorporate nelle soprintendenze locali, che da novembre (quando la norma entrerà in vigore), assimileranno i poli e avranno l'ultima parola anche rispetto a Roma. Nel centro storico lagunare questo, per esempio, si tradurrà addirittura nell'apertura delle Gallerie dell'Accademia agli investimenti privati. Lo scopo del Mibac è risparmiare stipendi e rivitalizzare il settore, non senza qualche importante innovazione: sabato, a palazzo Ducale, si è anche parlato della possibile nascita dei possibili “caschi blu della cultura”.

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