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Il dottor Roberto Merenda

Il dottor Roberto Merenda

Il "Da Vinci" anche sul pancreas: successo del robot operatorio all'ospedale dell'Angelo

Intervento riuscito su una paziente affetta da tumore. Strumento versatile e all'avanguardia anche in Ginecologia e Urologia. Utilizzato anche dalle équipe degli ospedali di Dolo e Chioggia

UNO STRUMENTO VERSATILE

Ha avuto buon esito, in questi giorni, l'intervento compiuto a Mestre dall'équipe medica del primario di Chirurgia, il dottor Roberto Merenda, su una paziente affetta da tumore al pancreas. Per la cura di quest'organo è stato impiegato il robot operatorio "Da Vinci", di cui è dotato l’ospedale dell’Angelo. “Abbiamo effettuato una resezione del pancreas – spiega Merenda –. Si tratta per noi di una primizia, di un passo avanti". Ai 65 interventi che l’équipe ha già effettuato a Mestre da quando è in funzione il ‘Da Vinci’, molti dei quali per patologia neoplastica di colon e retto, si aggiunge così questo intervento sul pancreas. "Una nuova opportunità che si apre per i veneziani colpiti da patologia neoplastica all'organo - spiega il primario -: la Chirurgia del Civile aveva già una rodata esperienza di chirurgia laparoscopica sul colon-retto, sul fegato, sullo stomaco e sul pancreas. Ora per le neoplasie del pancreas si aggiunge, anche se riservata solo a casi selezionati, la via dell’intervento con il robot operatorio”.

"INTERVENIRE SUL PANCREAS E' COMPLESSO"

"Lo è - secondo Merenda - per la posizione e la profondità dell’organo. E' difficile da raggiungere, quindi, ma poi il pancreas costituisce direi quasi il luogo ideale in cui operare con l’ausilio della robotica, che dà il meglio di sé quando il chirurgo la utilizza in un ambito molto circoscritto. L’intervento compiuto dalla nostre équipe nelle scorse settimane è quindi un passo significativo; altri ne dovranno seguire con la realizzazione di interventi ancora più complessi, in un percorso, quello della chirurgia robotica, che offre ancora prospettive di ampia portata”.   
 

Il robot operatorio Da Vinci è stato acquistato nel febbraio 2015: quattro bracci operativi per la gestione di strumenti e telecamera, di laser di puntamento, di touchpad di controllo, un  “carrello visione”, con monitor touchscreen 24” ad alta definizione, collegato attraverso cavi in fibra ottica, gestisce tutte le funzioni visive. Grazie ai bracci operanti, alle cui sottilissime estremità sono montati strumenti per tagliare, cauterizzare, suturare, il “robot” costituisce in pratica una potente e precisissima estensione del chirurgo, che lo controlla da remoto e lo manovra attraverso una console dedicata. Una microcamera su un endoscopio restituisce al chirurgo immagini ad altissima definizione degli organi interni del paziente. L’operatore si trova quindi ad agire grazie alle minuscole “mani” del robot, controllando il loro operato su uno schermo e guidandole, con l’uso di joystik e di pedali, a compiere movimenti controllati al millimetro impossibili per delle mani vere.

Con la videolaparoscopia il chirurgo può operare sul corpo del paziente attraverso minuscoli fori, anziché tagli con il bisturi; il sistema consente quindi interventi meno invasivi, con riduzione del rischio operatorio, della perdita ematica, e quindi anche della necessità di trasfusioni, delle cicatrici, del dolore post-operatorio. L’utilizzo del robot  porta migliori risultati di cura e migliori risultati estetici, e conduce a ricoveri più brevi e a più rapida ripresa dell’attività. Rilevante è infine il miglioramento delle condizioni in cui opera il chirurgo, per la migliore visione dell’anatomia su cui interviene, la possibilità di operare seduto, l’assenza di conseguenze legate al tremore delle mani.

SEMPRE PIU' UTILIZZATO IL ROBOT

Impiegato per interventi di altissima precisione all'ospedale dell'Angelo, non solo dai chirurghi di Mestre e Venezia, ma anche dalle équipe operatorie degli ospedali di Dolo e di Chioggia. Nel secondo anno di utilizzo (febbraio 2016-gennaio 2017) sono stati 158 in totale gli interventi effettuati: per il 62% per interventi di Urologia, per il 26% di Chirurgia Generale, per l’8% di Ginecologia, per il 4% di Otorinolaringoiatria. Di questi 158 interventi, 107 sono stati effettuati dalle varie équipe chirurgiche degli Ospedali di Mestre e di Venezia. Ma è importante anche l’utilizzo del robot da parte delle équipe chirurgiche degli ospedali di Chioggia e di Dolo: i chirurghi di Chioggia hanno infatti operato all’Angelo ben 29 volte nel secondo anno di utilizzo della strumentazione, mentre i chirurghi di Dolo hanno effettuato ben 21 interventi, rispetto ai 6 effettuati nel primo anno di attività del robot dell’Angelo.
Per consentire l’utilizzo del robot dell’Angelo da parte di chirurgi di altre sedi, l’Ulss 3 Serenissima ha costituito da subito il “Centro di Chirurgia Robotica”: ha sede all’ospedale dell’Angelo, dov’è collocato il robot, e fornisce ai chirurghi “esterni” la strumentazione, la sala operatoria dedicata e il personale sanitario da impegnare nell’intervento. Il “Centro di Chirurgia Robotica” garantisce se necessario anche l’accoglienza del paziente all’Angelo, dall’intervento fino alla degenza post-operatoria.

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