Ruba l'auto alla nuora per commettere una rapina, suocera finisce nei guai

Martedì mattina M.A., giostraia di 49 anni, ha tentato un colpo in un negozio di materiali edili di Cavarzere. Fuori il marito a bordo di una Clio. I due sono stati identificati dalle vittime del furto

Prende "in prestito" la Renault Clio della nuora e assieme al marito raggiunge Cavarzere per mettere a segno una rapina impropria. Il piano, però, è naufragato nel giro di qualche ora. La mattina di martedì, infatti, una signora di mezza età, poi identificata per M.A., giostraia padovana di 49 anni, è stata sorpresa da un'esercente mentre si stava impadronendo di circa 2mila euro dal registratore di cassa. La ladra, fermata all'ingresso dalla sua interlocutrice, è riuscita a costruirsi una via di fuga a suon di strattoni e spinte, salendo poi a bordo della Clio, su cui si trovava il marito, F.M., 50 anni, con il motore già acceso.

I derubati hanno saputo fornire targa e modello della macchina ai carabinieri della stazione locale, che hanno subito avviato gli accertamenti sull'intestatario del veicolo. Targa e modello corrispondevano a una Clio di proprietà di una ragazza trentenne padovana, incensurata. I militari della città del Santo, inviati sul posto, hanno riferito che però l'auto non c'era.

A questo punto entrano in gioco di nuovo i militari del norm di Chioggia e della stazione di Cavarzere, che, in borghese e con vettura civetta, sono andati "in trasferta" nel Padovano e hanno scoperto che, nel vialetto della casa già visitata in precedenza, ora c'era una Renault Clio nera. Modello e colore corrispondevano a quelli riportati in denuncia, la targa, che inizialmente era coperta da uno stendino con dei panni, era proprio quella del veicolo utilizzato per la fuga. In casa, però, erano presenti solo i padroni di casa, l'intestataria dell'auto e il marito. Per nulla corrispondenti alle descrizioni dei ladri. Secondo loro non avevano prestato a nessuno la loro Clio martedì.

I militari, quindi, notate appese al muro delle fotografie di famiglia, le hanno inviate via mail alla stazione di Cavarzere, dove le parti offese hanno riconosciuto senza dubbio la madre del ragazzo, suocera dell’intestataria della Clio, nella donna che li aveva rapinati.

Immediata è scattata la perquisizione domiciliare nei confronti della suocera, che ha permesso di rinvenire circa 400 euro in banconote di piccolo taglio. Soldi sequestrati. In serata, poi, M.A., nel frattempo denunciata per rapina impropria in concorso assieme al marito, si è recata nella stazione dei carabinieri del Comando provinciale di Padova, confessando e riconsegnando circa 1.400 euro in contanti.

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