Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Casinò di Venezia sabato è sciopero del personale ispettivo

"Il personale del servizio ispettivo svolge un compito fondamentale e molto delicato che è quello di assicurare il legale funzionamento della casa da gioco – spiegano Daniele Giordano (Fp Cgil) Mario Ragno (Uil Fpl) e Sergio Berti (Csa Ral). Personale che, organizzato per turni, presta servizio dalle 8 del mattino sino a tarda notte e che ha il compito anche di certificare gli introiti prodotti dal casinò. Risorse che sono fondamentali anche per la tenuta delle casse comunali che in tutti questi anni ne hanno beneficiato. A questo personale, come a quello di tutte le case da gioco sul territorio nazionale è corrisposta, secondo il contratto di lavoro che è quello delle autonomie locali, un’indennità definita dal Comune di Venezia. Tale indennità - continuano i rappresentanti sindacali - ha lo scopo di remunerare i lavoratori anche per evitare che, proprio per la quantità di risorse economiche che circolano e le responsabilità che devono assumersi, vi siano fenomeni di corruzione. In tutti questi anni, dal 2003, tale indennità è sempre rimasta bloccata. A ciò – proseguono – si aggiungono la mancata regolazione della performance individuale per il servizio e attribuzione di specifici obiettivi; la riduzione del 50% dell'importo stanziato per il vestiario di servizio e il ritardo con cui viene assegnato, la soppressione degli accordi specifici per l’utilizzo dei buoni pasto, in considerazione della particolarità delle funzioni svolte, dei turni di servizio, della sede disagiata di Cà Noghera e della particolare organizzazione del lavoro condizionata dagli autonomi processi decisionali della Casa da Gioco. Il Comune di Venezia farebbe bene rispettare l’esito del referendum - concludono Giordano, Ragno e Berti - e ad aprire un serio confronto sulla riorganizzazione del Casinò che metta al centro la qualità del servizio e la garanzia di trasparenza e legalità, non tagli ai salari dei lavoratori che non rispondono minimamente al necessario rilancio della casa da gioco"

Potrebbe Interessarti

Torna su
VeneziaToday è in caricamento