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Sciopero Safilo venerdì a Santa Maria di Sala

Sciopero Safilo venerdì a Santa Maria di Sala

Safilo: «La vertenza è unica, resteremo compatti»

Sciopero e presidio per tutto il giorno venerdì negli stabilimenti veneti e in quello di Martignacco, destinato alla chiusura

Si marcia uniti. La vertenza Safilo, che riguarda due stabilimenti di occhiali in Veneto e uno in provincia di Udine, è comunque una questione di gruppo, per le sigle sindacali, «tanto è vero - dice Davide Camuccio della Filctem Cgil Venezia - che a Santa Maria di Sala sono rimasti fuori in sciopero più di 200, su 550, venerdì, al presidio organizzato unitariamente in tutte le sedi per protestare contro il piano industriale dell'amministratore delegato del gruppo, Angelo Trocchia. Una scure pronta a tagliare, secondo quanto annunciato, circa 700 posti di lavoro. Chi paga di più è Martignacco (Udine), poi Longarone e Padova. Al Veneziano, per ora, non sono stati chiesti sacrifici né risulta esser stata ufficialmente annunciata una cassa integrazione. Lì il marchio Kering tiene ed è legato allo stabilimento fino al 2023. Il Friuli potrebbe invece veder chiudere i battenti. Pare che neppure la posizione della sede soddisfi più. Però lì dentro ci sono centinaia di lavoratori difficilmente ricollocabili.

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Le garanzie 

«Per noi Cisl lo sciopero di venerdì significa respingere questo piano industriale, la vertenza è unica e va portata al ministero - afferma Giuseppe Callegaro della Femca Cisl - anche Venezia deve capire quale sarà il suo futuro in termini di licenze e contratti, servono prospettive e consolidamento dei volumi di produzione. Stiamo parlando di sedi produttive dove c'è stata flessibilità, mobilità volontaria in uscita, polivalenza, ma queste misure sono utili per gestire le difficoltà momentanee. Ora servono progetti per tenere in piedi un'azienda storica». «C'è una forte preoccupazione generale perchè mancano garanzie per il futuro - dice Camuccio - bisogna trasmettere sicurezza e certezze se non si vuole perdere anche quello che si ha già e va bene, come la licenza Kering. Servono investimenti e su questo non è stata avanzata alcuna prospettiva».

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