Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Tagli alla sanità, il grido d'allarme: "Le persone con disturbi mentali sono abbandonate"

Martedì incontro sulla salute mentale. Psichiatri e familiari parlano di crisi: "70mila assistiti in Veneto, ma gli investimenti sono più bassi della media italiana"

Salute mentale, è crisi dopo che la Regione ha confermato i tagli ai servizi. Secondo le associazioni degli psichiatri e i familiari delle persone con disagio mentale, in Veneto "mancano politiche adeguate" e sono stati "dimenticati i bisogni delle persone con disturbi mentali". L'allarme ora assume la forma di una lettera aperta: "La Regione mostra di non dare la necessaria importanza alla salute mentale - scrivono - considerando le persone con disturbi mentali cittadini di serie B. Anche le nuove linee di indirizzo per la riorganizzazione delle aziende indicano la riduzione delle unità operative complesse di psichiatria, a conferma dei tagli ai servizi".

Non solo. Lodovico Cappellari, coordinatore Psi.Ve., ricorda: "A parte i confermati tagli, nel documento della V commissione non è rintracciabile un solo parere articolato in merito alla salute mentale. Eppure andrebbero organizzate in modo adeguato le attuali unità, chiamate a gestire reparti ospedalieri con 15-16 posti letto. Specialmente le grandi Ulss di Treviso, Padova, Venezia, Verona. Questo invece è un segnale di chiaro disinteresse da parte della politica". Tanto che le associazioni minacciano di rinunciare a ogni forma di collaborazione con la Regione".

In Veneto le persone assistite per problemi di salute mentale sono oltre 70mila. "Giovani, donne e uomini con disagi diversi e talvolta gravissimi - spiegano gli specialisti - Ci sono anche quelli che, avendo commesso reati in condizioni di malattia mentale, nel recente passato erano internati negli ospedali psichiatrici e ora sono in capo ai servizi sociosanitari territoriali". Eppure, sempre secondo i dati presentati martedì, in Veneto l'investimento destinato alla salute mentale è inferiore alla media italiana, ovvero il 2,9% (contro il 5%).

Il punto della situazione è stato fatto in opccasione della giornata mondiale della salute mentale nella sede dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Venezia. Presenti Lodovico Cappellari, coordinatore di Psi.Ve, sezione veneta della Società italiana di Psichiatria (SIP); Tali Corona, presidente di Aitsam, Associazione italiana Tutela salute mentale; Giuseppe Pettinati, presidente di “Il Sole di notte”, associazione utenti salute mentale; Dario Lamonaca, coordinatore di Sirp Triveneto, Società italiana di Riabilitazione psicosociale; Gerardo Favaretto, vicepresidente di SIP, Società italiana di Psichiatria; Bruno Forti, rappresentante del Collegio dei Clinici e dei Professori di Psichiatria della Regione Veneto
 

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