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Va in arresto cardiaco, la salva in extremis un tecnico di laboratorio di San Donà

E' successo la scorsa settimana nella città del Piave durante un'uscita di nordic walking. Filomena ha praticato il massaggio cardiaco: "Che soddisfazione la ripresa del battito"

Una tragedia evitata grazie al pronto intervento di un tecnico di laboratorio dell’anatomia patologica, Filomena Carotenuto, che dopo essersi resa conto di quanto stava accadendo è subito intervenuta praticando un massaggio cardiaco. L’evento, risalente alla scorsa settimana, si è verificato a San Donà durante un’uscita di nordic walking lungo i sentieri del Piave, organizzata in orario serale proprio per acconsentire a chi lavora di praticare questa pratica sportiva.

“Eravamo tre gruppi distinti a seconda della preparazione fisica di ciascuno di noi - spiega Filomena – all’improvviso mi sono trovata davanti un uomo a terra, immobile, senza battito cardiaco e con le pupille dilatate: è chiaro che era in arresto cardiaco e dunque, come prima azione, era necessario fargli riprendere l’attività del cuore”. Reduce da un corso aziendale di primo soccorso BLS, Filomena ha subito praticato le prime manovre rianimatorie, nel frattempo un compagno di nordic walking ha allertato il 118. “La soddisfazione più grande è stata constatare, dopo qualche minuto di massaggio cardiaco, la ripresa del battito del cuore – continua Filomena - a quel punto ho cercato di tranquillizzare più possibile la persona, sino all’arrivo dell’ambulanza”.

L’uomo, di mezza età, è stato ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di San Donà e sottoposto al processo di ipotermia terapeutica, procedimento che prevede (attraverso l’utilizzo di placche refrigeranti) l’abbassamento della temperatura corporea a 32 gradi centigradi per circa 24 ore; successivamente è stato “riscaldato” a 37 gradi con la stessa apparecchiatura e la temperatura è stata stabilizzata per le successive 48 ore. La “catena della sopravvivenza” ha portato al risultato atteso: lunedì l’appassionato di nordic walking si è ripreso senza riportare alcuna conseguenza fisica dal punto di vista neurologico.

“Questo caso conferma come l’organizzazione di corsi di primo soccorso, BLS, siano effettivamente efficaci e quanto accaduto lo conferma - dichiara il direttore generale dell’Ulss4, Carlo Bramezza -  Sarà nostro impegno intensificare la realizzazione di corsi di formazione di questo tipo per la cittadinanza. Al nostro tecnico Filomena Carotenuto, e al personale della terapia intensiva, le congratulazioni mie personali e di tutta la direzione strategica dell’Ulss4”. 

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