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Il presidente Zaia tra i manifestanti (twitter)

Il presidente Zaia tra i manifestanti (twitter)

Salvini prima a Dolo poi a Eraclea: "Profughi? Spero in un'altra Quinto"

Il segretario della Lega assieme al presidente Zaia. Sul tornado: "Renzi trovi i soldi". Duro con i prefetti: "Devono andarsene a casa". Trecento manifestanti nella località balneare al grido di "sgombero, sgombero"

"Non si può uccidere la stagione turistica con l'insediamento in pieno centro di gente di cui solo una minoranza è profugo". L'ha dichiarato sabato il presidente della Regione Luca Zaia a Eraclea Mare, a pochi passi dal residence "Magnolie" in cui sono ospitati oltre 200 migranti. "Qui, come a Quinto, è la dimostrazione di come non si fa ospitalità: prime vittime sono i migranti, questa è una vergogna nazionale - ha continuato - Lo dico con non poco imbarazzo visto che avevo parlato di questa cosa con Renzi che mi aveva garantito che sarebbe intervenuto. La protesta la dovremmo fare tutti assieme in una situazione come questa - ha aggiunto - perché su tre immigrati, due non sono profughi ma migranti economici".Con lui anche il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini, prima sui luoghi colpiti dal tornado. Che quella sui profughi sia una battaglia che il Carroccio intende fare propria è sotto gli occhi di tutti da tempo: "La trattativa per svuotare il residence di Eraclea è avanzata, ma resta il problema di una dissennata gestione dell'immigrazione", ha continuato Zaia. Megafono in mano. Attorniato da decine di residenti plaudenti, al grido di "sgombero, sgombero". C'è anche uno striscione dei residenti che chiede al sindaco Giorgio Talon "azioni incivili", ma l'eventualità oggi è stata rispedita al mittente dal primo cittadino.  

Dure le parole di Salvini: "Se il governo vuole alimentare scontro sociale ci sta riuscendo - ha affermato - Questi residence devono essere messi a disposizione degli italiani in difficoltà, non dei ciabattanti che rischiano di rovinare una stagione turistica. Non scappano da una guerra: per la stragrande maggioranza è gente che immigra illegalmente, solo una netta minoranza ottiene asilo", ha rincarato, spiegando che a suo vedere "qua dentro ci sono immigrati clandestini". "Questa è una struttura che deve aiutare cittadini italiani in difficoltà", ha aggiunto, accolto da circa 300 persone che in precedenza hanno intonato il coro "sgombero, sgombero". Tra loro anche qualche esponente di Forza Nuova. 

"Quello che è successo a Quinto io non lo temo, io me lo auguro", ha continuato riferendosi alle proteste dei giorni scorsi nel trevigiano. "Che la gente difenda le sue proprietà e il futuro dei propri figli io me lo auguro", ha detto ancora Salvini, spiegando che "il problema è non farli partire, non farli arrivare qui, non dove ospitarli". Il leader leghista ha anche respinto le accuse di cavalcare una situazione difficile: "Ci sono le mamme e i papà che si incazzano, la Lega cerca di far capire a qualche prefetto imbecille di non soffiare sul fuoco, cerca di contenerla la protesta, non di cavalcarla", ha sottolineato. "Noi ci siamo sempre invitando alla calma, non incito io alla violenza ma è questa violenza di stato ospitare qua i migranti. La colpa non è loro ma di un governo di imbecilli. Quando governeremo - ha concluso - chiuderemo tutte le prefetture. I prefetti devono andare a casa, le loro competenze andranno ai sindaci e loro dovranno trovarsi un lavoro, dal primo all'ultimo".

Prima il leader della Lega ha visitato i luoghi devastati dal tornado. "Vedere ciò che è accaduto nella Riviera del Brenta è impressionante - ha dichiarato con al fianco il governatore Zaia - tutti i parlamentari dovrebbero venire qui, anche perché di ciò che è accaduto la prima vergogna è quella delle tv nazionali che non hanno fatto vedere nulla. Per le televisioni nazionali non c'è  un morto, decine di feriti, centinaia di abitazioni distrutte e attività produttive in ginocchio - ha sottolineato - vedere e toccare la realtà è un altro paio di maniche, non mi sono mai trovato in un tornado però qua c'è da ricostruire e se c'è uno Stato metta il denaro e gli uomini. Solo Villa Fini per essere 'restituita' ha bisogno di 7 milioni di euro. Se il Governo c'e' - ha ribadito - batta un colpo, Matteo Renzi fai in fretta non sei non grado di trovare 100 milioni di euro".

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