Cronaca Lido

Preoccupazione per il San Camillo, Venturini: "Un'eccellenza che deve restare al Lido"

Incontro positivo tra l'assessore e i rappresentanti sindacali della struttura sanitaria. Ma i lavoratori sollecitano un intervento della Regione Veneto: "Servono garanzie"

Il passaggio di proprietà del San Camillo preoccupa i sindacati e ha tutta l'attenzione dell'amministrazione comunale, che giovedì pomeriggio ha incontrato i rappresentanti dei lavori. La struttura sanitaria del Lido, di proprietà della Fondazione Opera San Camillo, è stata infatti messa recentemente in vendita: la Regione Veneto sta valutando l'acquisto, ma non mancano i problemi. Per questo l'assessore comunale alla Coesione sociale, Simone Venturini, ha visto i rappresentati delle organizzazioni sindacali e i presidenti della terza e della nona Commissione consiliare, rispettivamente Chiara Visentin e Paolo Pellegrini.

Secondo i sindacati la vendita potrebbe portare conseguenze sul piano occupazionale e sociale dei lavoratori coinvolti, soprattutto il personale non assunto tramite pubblico concorso, il cui assorbimento in una struttura pubblica potrebbe risultare più difficoltoso. Tutti sono d'accordo sulla necessità di salvaguardare i livelli occupazionali dopo il cambio di proprietà e sull'importanza che il San Camillo debba restare al Lido. “Siamo convinti – ha sottolineato Venturini – che il San Camillo rappresenti un'eccellenza veneziana in ambito sanitario e della ricerca. È una delle poche "industrie" rimaste al Lido ed è prioritario mantenerla in quel territorio. Crediamo che sia necessario un forte impegno da parte della Regione Veneto, con piene garanzie sia sul mantenimento dei livelli occupazionali che sulla conferma della presenza al Lido". Su questi temi dovrebbe essere presentata una proposta di mozione al Consiglio comunale.

In precedenza i sindacati hanno incontrato i vertici del San Camilllo: "Nella riunione – spiegano Marco Busato Fp Cgil, Carlo Alzetta Cisl Fp e Pietro Polo Uil Fpl – la direzione ha confermato l’impegno nel garantire a tutti i dipendenti il riconoscimento dei requisiti utili all’accesso nella pubblica amministrazione. Esprimiamo quindi un cauto ottimismo". Positivo anche l'incontro con l'assessore. "Purtroppo - concludono - dobbiamo ancora rilevare la mancanza di risposte da parte della Regione Veneto, alla quale abbiamo chiesto un incontro e che riteniamo vero interlocutore su questa partita. Se permane questo silenzio inaspriremo la protesta non escludendo una manifestazione a Palazzo Balbi".

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