Cronaca

Sanità privata, l'Idv: "Venezia penalizzata. Perde 10 milioni di euro"

Il segretario regionale Genaro Marotta: "In Friuli si preparano ad accogliere i nostri pazienti, e stanno allestendo sei sale operatorie nuove ed assumono personale. Qui chiudiamo tutto e licenziamo la gente"

Il policlinico San Marco

"Perché dare soldi al Friuli e privarsi di chirurgia di ottima qualità? È normale programmare le cose in questa maniera?". Così Gennaro Marotta, consigliere regionale di Italia dei Valori, interviene sulla situazione della sanità privata veneziana. Il segretario regionale IdV entra nel cuore del problema, tabelle alla mano: "Ho avuto diversi incontri con esperti del settore. L'esame delle schede ospedaliere, per quanto riguarda le strutture accreditate, sono sconfortanti. La media regionale dei tagli a queste strutture è pari al 5%, ma per la provincia di Venezia si parla dell'8%. Il taglio del 21% alla sola struttura del Policlinico San Marco di Mestre è il più alto in assoluto (unica eccezione la casa di cura Città di Rovigo, con un taglio del 22%, ma per 20 posti, mentre al Policlinico ne sparirebbero 40). Il paragone tra le province di Verona e Venezia è, ancora una volta, sconfortante. Le sette strutture private veronesi dovrebbero subire complessivamente un taglio di 40 unità, ma su un totale di 1039 posti letto. Venezia, non così inferiore per popolazione (925mila abitanti Verona, 846mila Venezia) ne ha soltanto 665. Se i tagli venissero confermati, il divario salirebbe di ben 15 unità".

"Ritengo ingiusta e non congruente questa manovra – osserva Marotta - perché Venezia continua ad essere trattata male. Ma c'è di più! Il taglio di 40 posti letto al Policlinico San Marco va praticamente ad eliminare l'attività di chirurgia ortopedica. Una scelta insensata che andrà a riflettersi anche sui conti dell'Ulss 12. Infatti qui la Giunta Zaia taglia i reparti di chirurgia programmata. Al Policlinico San Marco vanno a gonfie vele i centri di chirurgia protesica e riabilitativa, per spalla e ginocchio. Molti pazienti lo vedono come l'unico punto di riferimento in zona, per la competenza e la bravura degli addetti e perché all'ospedale all'Angelo questo tipo di interventi non li fanno: eseguono solo chirurgia traumatologica".

"Abbiamo – aggiunge Marotta - reparti di eccellenza, con un sacco di lavoro e che fa la Regione? Chiude i rubinetti, favorendo Pordenone. Là si preparano ad accogliere i nostri pazienti, e stanno allestendo sei sale operatorie nuove ed assumono personale. Qui chiudiamo tutto e licenziamo la gente. Con quale risultato? Che perdiamo pazienti ed indotto, che l'Ulss rinuncia agli introiti che realizzava con questi interventi e dovrà spenderne tanti per rimborsare la sanità friulana, per i nostri malati che vanno ad operarsi là". "I conti – ragiona il politico IdV - sono purtroppo eloquenti. Tolta la chirurgia ortopedica al Policlinico, la mobilità attiva per l'Ulss 12 (ossia la capacità di attrarre pazienti da altre Ulss e Regioni) calerebbe vistosamente, di almeno 6 milioni di euro. Inoltre aumenterebbero le fughe di nostri pazienti verso altri lidi (anche fuori Regione), così l'Ulss 12 sarebbe costretta a "sborsare" almeno 4 milioni di Euro ad altre aziende sanitarie. Si perderebbero quindi 10 milioni di euro di risorse, per una scelta che non solo non si condivide, ma che non sarebbe economicamente sostenibile".

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