Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Dipendenti in quarantena lavorano all'ospedale, la denuncia Fp Cgil. Ulss 3: «Come da normativa»

Giordano: «Tutti i 60 operatori di Medicina e Ortopedia di Mirano in isolamento fiduciario "attivo", scelta discutibile». L'azienda: «I sanitari con contatti asintomatici si recheranno al lavoro»

«Sull’emergenza organici in Ulss 3 si continuano a snocciolare numeri distanti dai bisogni dei cittadini». La Funzione pubblica Cgil torna a gamba tesa sul personale ospedaliero dell'azienda. «Da ogni presidio e dal territorio arrivano appelli - scrive la sigla -, mentre nelle residenze per anziani centinaia sono le denunce dei famigliari, per la mancanza di personale». Complice anche, scrive Fp Cgil, «l'aumento di dipendenti positivi del cluster dell'area Medicina Orl e Ortopedia di Mirano dove tutti gli oltre 60 operatori sia del comparto che della dirigenza sono stati posti in isolamento fiduciario "attivo", per provare a contenere il contagio. Prevista la possibile chiusura a step della Medicina per permettere la sanificazione». In quarantena, quindi, ma al lavoro, scrive il sindacato. «Questo dimostra come la carenza di personale determini scelte, normativamente previste, ma molto discutibili per la salute dei lavoratori, delle loro famiglie e dei cittadini».

La replica

L’Ulss 3 sottolinea, «che non verrà chiuso in nessun modo, e neppure parzialmente, il reparto di Medicina dell’ospedale di Mirano. L’Unità operativa complessa continua la sua normale attività. In questa fase delicata dell’epidemia e a seguito di qualche positività riscontrata all’interno del reparto, alle normali operazioni di sanificazione e di prevenzione del contagio si aggiungerà un’ulteriore sanificazione straordinaria. Come da normativa, i sanitari considerati contatti stretti asintomatici, e per questo posti in quarantena fiduciaria attiva, si recheranno al lavoro come come ogni giorno limitandosi al solo tragitto casa - ospedale, continuando a utilizzare i dispositivi di protezione e le misure di prevenzione del contagio sia in ambito lavorativo che familiare. Manterranno uno stretto monitoraggio con tamponi ripetuti».

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