Sblocca cantieri: «Venezia governata per decreto, nessun riferimento al Comitatone»

E neppure al destino dei professionisti, 250 lavoratori, impiegati nel Consorzio Venezia Nuova, in Comar e Thetis che hanno progettato e realizzato il Mose. Pd: «Tagliate fuori le istituzioni locali»

Camera dei deputati, il voto sull'ordine del giorno di Nicola Pellicani

«La Camera ha bocciato il nostro ordine del giorno, presentato dall’onorevole Nicola Pellicani, all’interno del decreto sblocca cantieri, per difendere i 250 dipendenti di Thetis, Comar e Consorzio Venezia Nuova, impegnati nella progettazione del Mose e nella salvaguardia della laguna, che rischiano il posto - fanno sapere Bruno Pigozzo e Francesca Zottis, consiglieri regionali del Partito Democratico -. Ci aspettavamo una presa di coscienza e una collaborazione trasversale per dare garanzie a queste persone. Nel decreto - fanno sapere - non c’è alcuna certezza sul fatto che il Commissario straordinario debba avvalersi delle loro competenze in futuro». Domani il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli è a Venezia.

Il Comitatone

«Altrettanto grave è la decisione di non convocare il Comitatone - afferma Pellicani -. È il luogo dove da circa cinquant’anni vengono discusse e assunte le decisioni e finanziati i progetti relativi alla tutela e alla salvaguardia di Venezia. I parlamentari veneti della maggioranza dovranno rispondere di questo alla città, alle istituzioni locali, a cominciare dal sindaco e dal presidente della Regione. Con questa scelta il governo e il ministro Toninelli dimostrano di non volersi confrontare con le istituzioni del territorio, ne è prova la decisione di ripartire le risorse della legge speciale, 25 milioni per l'anno 2018, e 40 milioni per ciascuno degli anni dal 2019 al 2024, ovvero complessivamente 265 milioni, senza passare dal Comitatone, decidendo di governare Venezia per decreto. Il governo sta affrontando un tema complesso come la gestione dei problemi di Venezia con un’improvvisazione e una superficialità disarmanti. Dopo il Mose toccherà alle grandi navi per cui il governo sta avanzando proposte di soluzioni strampalate e irrealizzabili, che comporteranno la perdita della crocieristica per l’economia veneziana».

I professionisti del Mose

A difesa dei lavoratori delle aziende Consorzio Venezia Nuova, Thetis e Comar, si schierano i sindacati Cgil, Cisl e Uil che hanno portato la questione in prefettura a Venezia, giovedì, evidenziando come non vi sia nessun riferimento al futuro occupazionale dei lavoratori attualmente impiegati dalle tre società. Una preoccupazione amplificata dal fatto che nel testo del decreto non sono chiarite quali saranno le funzioni del nuovo Commissario straordinario, anche in relazione al suo futuro rapporto con le tre società. I sindacati hanno chiesto alla Prefettura di intervenire urgentemente con il governo e con i ministeri interessati per salvaguardare l’occupazione e le professionalità».

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