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Torna a risplendere il leone alato della Scala dei Giganti di Palazzo Ducale

Concluso il restauro dell'opera ottocentesca dello scultore trevigiano Luigi Borro

Il leone alato, simbolo di Venezia, che sovrasta Terra e Mare, può riprendere a volare. Grazie a un accurato intervento di restauro, l'opera ottocentesca in marmo di Carrara dello scultore trevigiano Luigi Borro, posta sulla sommità della Scala dei Giganti di Palazzo Ducale, è tornata al suo antico splendore. A svelare ed inaugurare la scultura, che a causa dell'inquinamento atmosferico aveva subito il distacco dell'ala, è stato mercoledì pomeriggio il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. Insieme a lui la presidente e la direttrice dei Musei Civici veneziani, Mariacristina Gribaudi e Gabriella Belli, la soprintendente Emanuela Carpani, il presidente di Fondaco, Enrico Bressan e il vicepresidente di Coop Alleanza 3.0, Elio Gasperoni.

Nel ringraziare Coop Alleanza 3.0, per il sostegno che ha reso possibile intervenire in tempi rapidi al recupero di uno dei simboli della città, il sindaco ha detto: "Mi affascina l'idea che un'azienda chiamata a fronteggiare quotidianamente le sfide del mercato decida di prendersi cura di una testimonianza storica affinché possano reciprocamente valorizzarsi. Il significato di questo gesto è ancor più rilevante se si pensa che questa impresa non è propriamente della città, ma ha capito che Venezia è patrimonio di tutti. Adottare una piccola parte di Venezia, delle nostre bellezze artistiche, rafforza il senso collettivo di appartenenza ad una comunità, la stessa che si deve impegnare a difendere i propri valori, anche quelli materiali”.

Gribaudi si è soffermata su tre concetti: la velocità con cui Venezia è intervenuta, concludendo il recupero del capolavoro in pochi mesi, il coinvolgimento delle persone che ha visto oltre 1200 soci Coop contribuire al progetto con l'iniziativa “Un bel punto della storia” e lo sguardo attento verso la città delle nuove generazioni, come dimostrano i dati di visualizzazione della webcam ad alta definizione, che ha puntato i riflettori sul restauro dell'opera e sul lavoro dei restauratori della Lares. “In 56 giorni – ha spiegato Enrico Bressan – sono stati registrati quasi 90mila contatti dai cinque continenti, con un tempo medio di permanenza di oltre un minuto. Un restauro trasparente, con un nuovo modo di diffonderlo”.

“Collettività e trasparenza - ha aggiunto Elio Gasperoni – sono state alla base di questo intervento, il 46° a Venezia, perché riteniamo che la cultura sia un veicolo essenziale di coesione sociale”. “Un'esperienza molto suggestiva, visibile in ogni parte del mondo, grazie a Internet - ha concluso il sindaco - a dimostrazione che Venezia è la città ideale per sperimentare e applicare l'innovazione alla valorizzazione dell'arte”.

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