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CASO MOSE Riunione al vertice tra Procure in palazzo di giustizia. Galan prepara la sua "memoria"

Giovedì mattina il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati ha raggiunto la laguna per una riunione di coordinamento. Intanto venerdì l'ex governatore verrà interrogato dal gip nel carcere di Opera

Vertice nel palazzo di giustizia di Venezia giovedì mattina a piazzale Roma tra i dirigenti della Procura lagunare e i colleghi milanesi. Dopo l'arresto dell'ex governatore Giancarlo Galan, infatti, evidentemente i magistrati sentivano il bisogno di una riunione di coordinamento. In modo da muoversi in maniera uniforme riguardo gli sviluppi che l'inchiesta sullo scandalo Mose potrebbe prendere.

Il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati, accompagnato dai pubblici ministeri Roberto Pellicano e Giovanni Polizzi, ha avuto un faccia a faccia con il collega veneziano (e quindi padrone di casa) Luigi Delpino, al fianco del pool di tre magistrati che coordinano le indagini. In vista anche dell'interrogatorio di garanzia che venerdì Galan sosterrà al carcere di Opera di Milano. L'avvocato difensore dell'ex presidente del Veneto ed ex ministro, Antonio Franchini, ha annunciato che il suo assistito depositerà una propria memoria scritta in cui "risponderà in maniera corposa a tutte le contestazioni che gli vengono mosse".

LA CARTELLA CLINICA - Ma c'è un altro fronte su cui l'avvocato si trova costretto a difendere Galan: le contestate dimissioni dall'ospedale di Este in contemporanea alla discussione della Camera sull'approvazione della richiesta di arresto nei confronti dell'ex "Doge". La sua cartella clinica è stata sequestrata dalla magistratura: "I dati certi e obiettivi sono la radiografia che certifica la frattura e la diagnosi che conferma 45 giorni di immobilità, e l'ecodoppler che certifica i problemi circolatori - spiega il legale - Galan è stato ricoverato perché soffriva di un diabete scompensato nonostante 4 dosi giornaliere di insulina, di una cardiopatia extrasistole notturna. In ospedale dopo il ricovero è stato curato e quando le condizioni generali si sono stabilizzate, pur restando le patologie di cui è affetto, è stato dimesso, nonostante rimanga la prognosi di 45 giorni di immobilità per la gamba offesa. Che le dimissioni siano avvenute lo stesso giorno della decisione della Camera è stata solo una coincidenza casuale, e nulla più", ha concluso.

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