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Scandalo Mose, scontro in Giunta: spunta la norma "salva Galan"

Una norma del decreto "scuota carceri" permetterebbe all'ex governatore del Veneto di evitare in ogni caso il carcere. Tensione Pd-Forza Italia

La Giunta per le Autorizzazioni a procedere della Camera ha deciso di non concludere mercoledì il dibattito sulla richiesta di carcerazione per l'ex governarore del Veneto Giancarlo Galan. Il presidente Ignazio La Russa ha infatti spiegato che la prossima settimana si terranno due nuove sedute per concedere una riflessione ulteriore alla luce della presentazione martedì di un'integrazione da parte di Galan della sua memoria. Il rinvio, che però non farà slittare il voto finale già calendarizzato per l'11 luglio, è stato deciso anche perchè il 27 giugno scorso è stata introdotta una nuova norma in materia di custodia cautelare in carcere che stabilisce che essa non è necessaria nel caso in cui il giudice ipotizzi una pena finale detentiva inferiore ai 3 anni. Di fatto in questo modo Galan potrebbe evitare nel caso la custodia cautelare in carcere. E' quanto emerge dalla seduta della giunta per le autorizzazioni di mercoledì a Montecitorio e sulla quale si sono scontrati Forza Italia e Partito democratico.

Martedì sera l'ex presidente del Veneto ha presentato 22 pagine di memorie, integrative della documentazione già depositata. Galan, supportato mercoledì mattina dal membro in giunta di Forza Italia Gianfranco Chiarelli, ha chiesto all'organismo parlamentare di respingere la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dai magistrati di Venezia che procedono sul caso Mose, in forza di una norma contenuta nel recente decreto 'svuota carceri'. La norma prevede che in caso di reati punibili dai giudici con pene non superiori ai due anni piu' la condizionale non si applichi la custodia cautelare, ne' ai domiciliari ne' in carcere. Per reati per i quali i magistrati immaginano di poter applicare una sanzione non superiore ai tre anni, e' invece prevista la custodia ai soli domiciliari, non in carcere. E' il caso in cui potrebbero le contestazioni dei giudici all'ex governatore. Almeno secondo il punto di vista di Forza Italia.

Di fatto, lo slittamento, entro il termine massimo dell'11 luglio, è stato concesso con il benestare di tutti i partiti. Ma i membri in giunta del Pd si sono detti contrari all'applicabilità della novella legislativa contenuta nello svuotacarceri. Loro affermano che serve solo stabilire se ci sia o meno "fumus persecutionis".

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