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Tornado, arrivano gli sciacalli: due nomadi arrestati a Cazzago

La coppia aveva il furgone pieno di refurtiva giovedì pomeriggio. Gran parte già restituita ai proprietari, già provati dal disastro di mercoledì

Il pericolo era sempre nell'aria, ma durante la prima notte dopo il tornado che ha devastato la Riviera tutto è filato liscio. Del resto il numero di pattuglie delle forze dell'ordine (di qualunque Corpo) è stato molto ingente tra Mira, Dolo e Pianiga. Giovedì pomeriggio, però, i sospetti sono diventati realtà: con tutti i danni e le case inagibili che si trovano sul territorio, il pericolo è che qualcuno volesse approfittarsi della situazione disperata altrui. Sciacalli. Della peggior specie. I carabinieri della tenenza di Dolo infatti hanno arrestato per furto aggravato in concorso due nomadi trentenni di origini bosniache residenti a Torino, con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio. Si tratta di marito e moglie.

I militari verso le 17.30, mentre erano in perlustrazione tra Dolo e Pianiga, sono stati mandati in via Provinciale Sud, nella frazione di Cazzago. Tra le più colpite dal ciclone. Sul posto hanno individuato un furgone bianco con a bordo i due nomadi. Con loro diverso materiale rubato dalle abitazioni colpite dal disastro, soprattutto un quintale di rame tra grondaie e cavi. Oltre che molti altri oggetti che la coppia avrebbe potuto trovare solo all'interno degli edifici: come alcune biciclette e perfino un tapis roulant.

I carabinieri hanno subito bloccato la coppia, che intanto stava cercando di dileguarsi, risalendo poi ai proprietari di buona parte del materiale sequestrato. Portati nella caserma di via Arino a Dolo, i due hanno cercato di giustificarsi affermando che il carico era stato donato loro da diversi cittadini per disfarsene. Non dimostrando un minimo di pietà e rispetto nei confronti di chi ora si trova preda della disperazione. Per entrambi sono scattate inevitabili le manette. Il giudice al termine della direttissima ha disposto il divieto di dimora nella provincia di Venezia per la donna, che ha un bambino piccolo, in attesa della prima udienza del processo. Per quanto riguarda il marito, invece, dovrà aspettare nel carcere di Santa Maria Maggiore.

“Per questi due delinquenti senza scrupoli bisognerebbe buttare via la chiave - commenta il presidente Zaia - Lo sciacallaggio è un reato sempre troppo poco punito. Suscita semplicemente ribrezzo dover prendere atto che c’è chi infila un nuovo coltello su gente già martoriata dagli eventi. Ringrazio i carabinieri e tutte le forze dell’ordine – aggiunge Zaia – per la preziosa opera di controllo e presidio nella quale stanno impegnando tutte le loro forze, con presenza costante e ben visibile. Questi due arresti – conclude – ne sono la prova lampante per la quale siamo grati ai nostri tutori della legge”.

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