Il Comune di Eraclea non sarà sciolto per mafia, Pellicani: «Si faccia chiarezza»

Il ministero dell'Interno ha dichiarato concluso il procedimento

Colpo di scena a Eraclea: il Comune non sarà sciolto per mafia. Lo ha stabilito il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, con un decreto firmato il 17 marzo che dichiara concluso il procedimento. Si andrà al voto, dunque, il prima possibile per eleggere il nuovo sindaco. 

Decisione che stupisce

L'anno scorso il Comune di Eraclea finì agli onori della cronaca dopo una serie di arresti, frutto di un'indagine sull'infiltrazione del clan dei Casalesi. Un'infiltrazione, quella della criminalità organizzata, che evidentemente non è stata giudicata tale da compromettere l'intera macchina amministrativa comunale. "E' una decisione che stupisce - tuona Nicola Pellicani, deputato Pd e componente della Commissione Antimafia -. Ho già chiesto l’acquisizione della relazione del Prefetto del 18 dicembre e delle motivazioni con cui il ministero dell’Interno ha ritenuto di non procedere allo scioglimento, come richiesto dallo stesso Prefetto"

"Tenere alta l'attenzione"

Secondo Pellicani, le inchieste partite lo scorso anno "hanno messo in luce il radicamento della criminalità organizzata, in particolare della camorra, ad Eraclea e la forte relazione tra mafia, affari e politica nel territorio, che ha portato in carcere 50 persone, tra cui anche l'ex sindaco accusato di voto di scambio". Il quadro, oggi, con la firma del decreto da parte del ministro Lamorgese è cambiato. Intanto, è partito il processo con 37 dei 76 imputati nelle scorse settimane. "Il mancato scioglimento del Comune non cambia la gravità della situazione - conclude Pellicani -. Le mafie in Veneto, e in particolare nel litorale veneziano, sono fortemente radicate. E' necessario continuare a tenere alta l'attenzione". 
 

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