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Actv, i dipendenti incrociano le braccia: mezza giornata di protesta e disservizi

Lo sciopero, indetto dai gruppi sindacali Fit Cgil, Fit Uil e Uiltrasporti è previsto per martedì 5 aprile. Numerosi i temi del dibattito, dai turni fino alla sicurezza dei conducenti

I dipendenti di Actv incroceranno le braccia il 5 aprile. I gruppi sindacali Fit Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno infatti indetto lo sciopero per la mattinata di martedì, dalle 9.30 e le 12.30. Ma i disagi per gli utenti cominceranno prima: la fascia si riferisce agli orari di arrivo e di ripartenza dei mezzi da e per i depositi aziendali. Pertanto le corse si interromperranno prima dell’inizio dell’orario di sciopero e riprenderanno dopo l’orario indicato, tenendo in considerazione il tempo necessario per raggiungere i capolinea di partenza.

La protesta parte dall'accordo firmato dai sindacati nell'ottobre del 2013, nel quale si richiedeva ai dipendenti dei sacrifici. Parte di quell'intesa, però, sarebbe stata disattesa, secondo quanto comunicato proprio dai rappresentanti dei lavoratori. "L'11 marzo la Prefettura - comunicano i sindacati - ha convocato le parti per tentare una mediazione". Al termine dell' incontro le organizzazioni sindacali hanno però espresso parere negativo, riscontrando che "la direzione aziendale ha assunto un atteggiamento di rigidità nei confronti delle istanze dei lavoratori". Ne è scaturita la decisione di proclamare questa prima azione di protesta.

I TEMI DEL DIBATTITO - Le ridotte soste ai capolinea, l'intensificarsi dei cantieri e delle deviazioni stradali hanno determinato un'effettiva incompatibilità tra orari ufficiali al pubblico, con una forzata revisione dei turni e dei tempi di percorrenza. Le difficoltà patite dal tram nei primi mesi di vita, inoltre, hanno creato grande malcontento nella cittadinanza, che quotidianamente deve sfruttare il "siluro rosso" nel tragitto casa-lavoro e viceversa, rendendo gli autisti i bersagli primari del malcontento, una sorta di "capro espiatorio". I sindacati fanno inoltre sapere che "le norme approntate dal Comune di Venezia sulla regolazione del traffico acqueo non sono ma state interamente applicate. La situazione della congestione del traffico nei canali e rii interessati al servizio di TPL, non ha subito nessun miglioramento o modifica rispetto al passato. Perdurano condizioni di caos e pericolo per la navigazione e la sicurezza degli utenti di tutti i vettori in transito sulle vie d’acqua di Venezia". Inoltre l'introduzione di nuove fermate alle linee di navigazione senza modifiche dei turni e delle percorrenze avrebbe fatto collassare il mantenimento dei tempi di percorrenza e delle soste tecniche.

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