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Lo sciopero Actv con corteo a San Giuliano

Lo sciopero Actv con corteo a San Giuliano

Actv, sindacati: «Sciopero riuscito, il prefetto tratterà con governo e regione per avere risorse»

Più di un migliaio alla doppia manifestazione del Tronchetto e San Giuliano. Actv: «Adesione al 97,6% nella navigazione e 98,1% nell'automobilistico»

Due le manifestazioni di protesta delle sigle sindacali dei trasporti Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cisal, Usb e Cobas lunedì 8 febbraio, giorno dello sciopero nazionale del trasporto pubblico locale (tpl), che a Venezia si è trasformato in una doppia mobilitazione dei dipendenti Avm Actv e Vela (tremila in tutto) contro la disdetta della parte integrativa del salario, comunicata dall'azienda il 25 gennaio scorso. Circa 400-450 lavoratori hanno iniziato a radunarsi al Tronchetto dopo le 9. Bandiere, striscioni e fischietti i manifestanti hanno urlato slogan contro Actv, che ha le sedi proprio sopra le fermate dei mezzi, mentre man a mano i dipendenti arrivavano caricati a bordo dei vaporetti. Altre 300-400 dipendenti dei mezzi di terra, amministrativi e addetti alla bigliettazione si sono trovati contemporaneamente alla porta gialla di San Giuliano. «Sono un direttore della sala macchine - racconta Stefano, dipendente Actv in protesta al Tronchetto - guadagno circa 1.800 euro netti al mese. Senza integrativo andrei a 1400-1500. Questo riconoscimento in busta paga non ci è stato regalato per farci un favore, ma in cambio della nostra flessibilità. In pratica, se per contratto collettivo (Ccnl) dovrei avere una pausa di 30 minuti e non la faccio, l'azienda mi riconosce un'indennità in cambio. Quindi c'è una prestazione e c'è una produttività».

Un marinaio giovane, come Andrea che ha il parametro a 129 (anzianità che va da 100 a 230) e percepisce al netto 1300-1400 al mese, rischia di andare attorno ai mille euro senza integrativo. C'é un riconoscimento aziendale per la gestione del palmare che serve a fare i biglietti a bordo. Ma se la bigliettazione non c'è, come in questo periodo, non c'è neppure l'indennità. «Ci alziamo anche alle due e mezza per coprire i turni. Vengono riconosciute due domeniche libere ogni due mesi e mezzo. Per il resto lavoriamo nelle festività, Natale, Pasqua, tutto incluso - raccontano due marinaie di Mestre e Chioggia -. Sacrifici ne abbiamo fatti abbastanza. Ci sono 18 dirigenti e 60 quadri. Chiedano anche a loro di rinunciare a qualcosa. Gli stagionali, che tante volte sono giovani laureati, hanno pagato per tutti restando completamente fermi la stagione scorsa». Per Piero Antonini di Cobas del buco da 39 milioni certificato nel bilancio 2020 Actv, 17 milioni di mancate entrate riguardano i parcheggi dei bus privati. «Non si spiega perché recuperare sull'integrativo», dice. Mentre Pierluigi, un pilota con 41 anni di servizio, lamenta di condurre «motoscafi del 1979». 

Al termine della protesta, per i sindacati, per Articolo Uno, il Pd regionale e comunale (che sta per presentare una mozione sulla questione dell'integrativo Actv dopo le proteste), quello di lunedì, «è stato un grande risultato, con una grande partecipazione (un migliaio di manifestanti circa tra San Giuliano e il Tronchetto) allo sciopero e ai presidi organizzati. Actv parla di un'adesione al 97,6% in navigazione e 98,1% nell'automobilistico. «Dopo ampia discussione e confronto il prefetto ha preso atto dell’indisponibilità dei sindacati a un tavolo di confronto che abbia ad oggetto la disdetta aziendale della contrattazione di secondo livello e si è impegnato ad attivare nei prossimi giorni un confronto con governo, regione e comune senza la presenza dell’azienda in tema di risorse atte alla salvaguardia dell’azienda, alla tenuta della mobilità e del reddito dei lavoratori. Azienda e comune riconoscano che ore moto e chilometri finora pagati non sono destinati al turismo ma al diritto di mobilità della cittadinanza». Inoltre, riguardo a Vela, dove la maggior parte delle lavoratrici (circa 270) sono donne, Eleonora Martellotti Filt Cgil ha chiesto un occhio di riguardo. «Sono quelle che hanno subito più di tutti la cassa integrazione».

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