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Sciopero Actv, i lavoratori bloccano il ponte della Libertà

Mobilitazione dalle 12 alle 15. Situazione tesa, forze dell'ordine sul posto. È arrivato anche il direttore Seno

I dipendenti di Actv in sciopero si sono radunati verso le 13 di venerdì a piazzale Roma e hanno bloccato l'accesso al ponte della Libertà, sia in ingresso che in uscita da Venezia. Si sono schierate le forze dell'ordine e il vicario del questore, Eugenio Vomiero, ha invitato a liberare la strada, occupata da centinaia di persone. I manifestanti non hanno obbedito e si sono seduti a terra: solo un'ora più tardi, all'arrivo del direttore di Avm Giovanni Seno, si sono spostati, permettendo la riapertura della circolazione stradale. Tutta la situazione è stata monitorata dai poliziotti in tenuta antisommossa. Nel frattempo il trasporto pubblico, sia a Venezia che in terraferma, ha risentito pesantemente dello sciopero: tra le 12 e le 15 moltissime corse di bus, tram e vaporetti sono state cancellate. A questo si è aggiunta la lunga coda di auto che ha intasato il ponte translagunare durante la manifestazione.

Sciopero e proteste

Slogan e cori hanno scandito la protesta a piazzale Roma: «abbiamo famiglia», «abbiamo un mutuo», urlavano i lavoratori. Hanno chiesto di incontrare i dirigenti, cosa che è poi avvenuta. Sostengono che le modifiche al contratto li penalizzino eccessivamente, tagliando di fatto gli stipendi di autisti, piloti e marinai. Per questo chiedono di cancellare la disdetta del contratto di secondo livello. Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato di base Sgb e si è svolto, come detto, dalle 12 alle 15: un'altra giornata di caos che segue settimane di astensione dal lavoro, ritardi, corse saltate e alta tensione, con gli utenti sempre più inferociti. Il direttore Seno, arrivato a piazzale Roma, ha detto al microfono: «L'impegno che possiamo prendere oggi è di portare anche voi al tavolo con il sindaco, al quale le altre organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro. A quel punto decideremo cosa è meglio fare». L'atmosfera è rimasta tesa e ci sono state anche frasi e slogan "poco ortodossi" diretti al dirigente: il sindaco Brugnaro ha poi espresso la propria solidarietà e il sostegno a Seno per le offese subite.

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Il contratto

Per il gruppo Avm/Actv, invece, la situazione finanziaria è talmente grave da non rendere più possibile garantire il pagamento degli stipendi ai 3.100 dipendenti, nel giro di qualche mese. Per l'azienda le nuove disposizioni di servizio applicate dal primo aprile su turni, soste, pause, riposi e ferie vanno nella direzione di recuperare produttività; per i sindacati e i lavoratori, invece, queste modifiche sono di fatto inapplicabili e sarebbero alla base dei ritardi e dei disguidi che si ripetono da giorni sui trasporti.

L'opposizione

Anche l'opposizione attacca l'azienda e l'amministrazione: Giorgio Dodi, segretario Pd comunale, ricorda che «siamo al quarto sciopero dall’inizio dell’anno, e Avm continua ad arroccarsi nelle sue posizioni. Perché non parlare invece della gestione di questa azienda? Dalle mancate entrate, agli ammanchi da centinaia di migliaia di euro, ai mancati rimborsi degli abbonamenti annuali. E ovviamente i tagli alle corse e ai mezzi, tutto questo quando sono arrivati dal governo centinaia di milioni grazie ai Decreti sostegno». «Da mesi - aggiunge la capogruppo Monica Sambo - chiediamo a Comune ed Avm di discutere del tema trasporti e risorse. Pare che in assenza di turismo il servizio non serva a nessuno, quando in altre città le aziende di trasporto pubblico hanno scelto di incrementare i servizi». Gabriele Scaramuzza e Gianluca Trabucco, di Articolo Uno, parlano di atteggiamento «goffo e arrogante» da parte di azienda e amministrazione.

Brugnaro: «Tutti al tavolo della trattativa»

Il sindaco Luigi Brugnaro ha assicurato disponibilità al confronto: «Incontrerò volentieri i sindacati e convocherò l'azienda», ha detto, secondo quanto riportato dall'agenzia Dire. Nella lettera inviata ieri «hanno aggiunto dei punti che mi sembrano sensati», così come «sono sensati» i punti evidenziati dall'azienda. «Quindi - ha detto Brugnaro - mandiamo tutti al tavolo della trattativa». Intanto «noi stiamo organizzando un tavolo per dar corso agli impegni necessari per affrontare il problema della mancanza di gettito per il Covid». «Abbiamo detto tutti - spiega - che dopo il Covid non sarà uguale: non vogliamo le stesse masse di turisti e cercheremo di farcela con i tornelli, ma non sarà facile. Avremo anche meno biglietti venduti e anche strutturalmente ci saranno meno incassi, per cui l'azienda deve strutturarsi in maniera probabilmente diversa». «Comunque - conclude - ho detto che non voglio licenziamenti e che l'azienda deve restare pubblica, ma non è facile».

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