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Dallo sciopero a bus e vaporetti "lumaca", guerra Regione - Usb

Lunedì agitazione di 24 ore dei dipendenti Actv, poi lo sciopero bianco che in questi giorni coinvolge la terraferma dovrebbe sbarcare in laguna

Continuano le iniziative da parte dei sindacati per far fare dietrofront alla Regione riguardo i tagli al trasporto pubblico locale. Se già da qualche giorno pendolari e non rischiano di salire a bordo a di autobus "lumaca", in ritardo sui tempi di percorrenza perché l'autista aderisce allo sciopero bianco indetto dalla Usb Lavoro, ora è stato messo a punto anche un vademecum per il settore navigazione.

TUTTE LE INFO SULLO SCIOPERO DELL'8 APRILE

L'iniziativa, quindi, tra lunedì e martedì dovrebbe allargarsi dalla terraferma anche alla laguna. Oggi intanto è stato indetto dalla stessa sigla uno sciopero di 24 ore (con il rispetto delle fasce 9.00/12.00 e 16.30/19.30 in terraferma), sempre con l'obiettivo di protestare contro i possibili licenziamenti indicati dall'assessore alla Mobilità Ugo Bergamo dopo a Ca' Farsetti e nella sede di Actv è piombata la notizia degli ulteriori tagli decisi da Palazzo Balbi. Del resto, come il rappresentante della Giunta Orsoni ha dichiarato, "i prezzi delle tariffe e le corse non si possono toccare".

TUTTE LE CORSE GARANTITE DURANTE LO SCIOPERO

Rimane solo una voce nel bilancio Actv, che peserebbe tra l'altro per il 60% del totale: il costo del personale. L'Usb lavoro non è l'unica sigla che si sta muovendo contro i tagli al tpl. O meglio, l'intenzione è quella di coinvolgere anche le altre organizzazioni del lavoro nella "lotta". Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti Uil, Ugl Trasporti, Faisa Cisal, Fast, Orsa, intanto, hanno annunciato una manifestazione regionale in centro storico il prossimo 23 aprile: nel mirino sempre la ghigliottina approvata dalla giunta Zaia.

"Mentre, nel luglio del 2012, la Comunità Europea ha lanciato una campagna triennale per la mobilità sostenibile, a Venezia siamo dinanzi al quasi tracollo dell'uso del trasporto pubblico - dichiara l'Usb in una nota - La Regione invece di implementare e rivedere i servizi minimi essenziali punta ad operare tagli ed “economie” prendendo a pretesto la definizione di costi standard mettendo in discussione le corse e le linee a bassa frequentazione".

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