Sciopero ausiliari e cuochi Ames: «Assunzioni subito». Il Comune: «Non servono» VIDEO

Le manifestazioni in contemporanea al municipio a Mestre e a San Geremia dei dipendenti dei nidi e delle scuole dell'infanzia. Sindacati: «Straordinaria risposta». Zuin: «Adesione al 66%»

Un cartello dello sciopero a Mestre

Due manifestazioni in contemporanea: una a Mestre, al Municipio in via Palazzo, l'altra in campo San Geremia a Venezia: la rottura delle trattative con il Comune, a fine ottobre, ha portato ausiliari e collaboratori di cucina della partecipata Ames in piazza, in sciopero, mercoledì 11 novembre. Con i sindacati sono tornati a chiedere «assunzioni subito», nelle 28 scuole dell'infanzia e nei 18 asili nido comunali.

«Non ce la facciamo più, carichi di lavoro insostenibili e responsabilità: dalla preparazione dei cibi alla sanificazione, dalla scelta del menù alla preparazione dei pasti speciali per i lattanti, i vegani, i vegetariani, gli intolleranti, e poi scodellare, ripulire e sistemare, senza neppure 10 minuti di straordinario. È chiaro che così non possiamo garantire sicurezza», dice Barbara, cuoca del nido Melograno di Zelarino. Anche Sara, ausiliaria del nido Sergio Gori è esausta di correre da sola su due piani, racconta. «Accogliere i piccoli, misurare le temperature su due ingressi, accompagnare ai bagni, pulire e disinfettare, sanificare i giochi, tenere puliti i bambini, da sola non ce la posso fare. Chi gestisce questo servizio non può non capire che così è impossibile seguire le disposizioni anticovid». Oltre ai protocolli di sicurezza, che hanno aumentato le procedure e le misure di igiene incrementando le cose da fare per il personale, le quarantene hanno ridotto ulteriormente le lavoratrici. La coperta è ormai troppo corta, denunciano le sigle sindacali Fp Cgil, Uil Fpl e Csa, che hanno organizzato le astensioni di mercoledì. Il 9 ottobre scorso, in prefettura, hanno proposto 44 assunzioni per coprire le necessità dei plessi. Il Comune ne ha fatte 15, oltre a garantire contratti a tempo determinato in caso di necessità. A quel punto si è aperto lo scontro, sfociato nello sciopero.

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L'assessore Laura Besio, alle Politiche educative e l'assessore Michele Zuin alle Partecipate, hanno commentato che «quaranta operatori in più non ci servono. Oltre ad essere una richiesta irrealizzabile è anche inutile, non vogliamo sprecare risorse pubbliche - ha detto Zuin - non ci aspettavamo un'azione simile in piena emergenza: uno sciopero politico, che significa chiusura del dialogo che non abbiamo mai rifiutato». «Spero che le sigle sindacali che hanno esultato abbiano occasione di spiegare alle famiglie, e magari anche a quei genitori che hanno perso il lavoro o non riescono a portare a casa lo stipendio, le ragioni delle loro scelte - hanno aggiunto Besio e Zuin - Noi, continueremo sulla strada intrapresa, non faremo mai mancare il dialogo con chi abbia intenzione di sedersi al tavolo per trovare soluzioni condivise».

Molto distanti le posizioni anche sullo sciopero. «Adesione quasi totale del personale. Solo quattro strutture sono rimaste aperte parzialmente su 46 - scrivono le sigle Fp Cgil, Uil Fpl e Csa - Una risposta straordinaria, circa 260 su 277 lavoratori hanno scioperato per i bambini e per le famiglie, perché le scuole devono rimanere aperte in sicurezza». Mentre per il Comune «ha incrociato le braccia il 66% degli ausiliari, pari a 184 lavoratori sul totale in servizio: 39 non hanno aderito e 61 erano assenti per altri motivi (malattia, maternità, infortunio ecc.)». I consiglieri comunali della minoranza, Monica Sambo del Pd, che ha presentato un'interrogazione per gli ausiliari a fine ottobre, e Giovanni Andrea Martini di Tutta la Città Insieme, hanno espresso vicinanza ai lavoratori in sciopero.
 

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