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Continua lo sciopero dei pasti, la protesta arriverà fino in Comune

Prosegue l'iniziativa delle famiglie veneziane contro i rincari sulle mense scolastiche. Si parla di alta adesione, si prosegue fino a sabato

La protesta continua, martedì i bambini di nuovo a scuola con il pranzo al sacco. In attesa di nuove iniziative per giovedì, quando gli agguerriti genitori di Venezia e Mestre si daranno appuntamento per il pranzo al sacco direttamente a Ca' Farsetti. Del resto avevano avvertito: lo "sciopero dei buoni pasto" va avanti finché l'amministrazione comunale non si decide a tornare sui propri passi e a cercare un accordo con le famiglie, ritrattando quegli aumenti che sono alla base del malcontento. E sembra che l'iniziativa stia riscuotendo successo: "Il primo giorno dello sciopero del pranzo ha riscontrato una forte adesione nelle scuole del Comune di Venezia - spiega il coordinamento delle scuole veneziane - con picchi del 99% in alcune sedi".

I genitori hanno comunque deciso di fissare un termine per l'atto dimostrativo: "Lo sciopero durerà fino ai giorno precedente le elezioni amministrative", ovvero sabato. Domenica infatti si conclude il periodo di amministrazione commissariale, dopodiché di questa questione - così come di tante altre, altrettanto spinose - dovrà prendersi carico il nuovo sindaco assieme alla sua Giunta. Solo che intanto, entro venerdì, il commissario Vittorio Zappalorto ha tutta l'intenzione di mettere nero su bianco le modifiche ai tariffari sul bilancio comunale, così da "blindare" i provvedimenti che dovrebbero risollevare il pesante negativo nelle casse di Ca' Farsetti. Tra questi, l'aumento di circa 60 centesimi  per ogni buono pasto che porterebbe il costo a 4,30 euro.

"In alcune scuole i dirigenti hanno fatto resistenza minacciando di richiamare i genitori per prendersi i propri figli per pranzo - continuano i genitori - ma nella maggior parte delle scuole hanno capito anche loro le difficoltà che le famiglie incontrano e hanno gestito al meglio la situazione. È fondamentale che le classi aderiscano in modo massiccio per impedire ai dirigenti scolastici di rivalersi sui bambini e le famiglie di chi ha aderito". "L'invito è quello di continuare con il passaparola - conclude la nota - affinché tutti aderiscano all'iniziativa e di non cedere ad eventuali minacce di qualche dirigente che vuole evitare problemi per sé, non considerando che il suo mestiere è gestire una comunità di persone. I rappresentanti di classe, i comitati mensa e tutti i genitori sono invitati a coordinarsi per garantire l'adesione del maggior numero di famiglie per classe".

La Cgil, intanto, si mette di traverso, schierandosi contro lo sciopero del panino. Anzi, i rappresentanti dei lavoratori prendono a cuore le sorti dei dipendenti di Ames, che in questi giorni potrebbero non vedersi pagare le giornate di lavoro non effettuate. Il sindacato condivide la protesta, ma in definitiva non appoggia la forma in cui si è sviluppata.

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