E' ufficiale, i dipendenti scelgono la linea dura: mercoledì tutti in sciopero al Casinò

L'agitazione nello stesso giorno in cui il Consiglio comunale potrebbe approvare la delibera di riorganizzazione della Casa da gioco. Rischio di chiusura Ca' Vendramin e di 150 esuberi

Ora è ufficiale: il 24 maggio i dipendenti del Casinò di Venezia incroceranno le braccia in concomitanza con la seduta del Consiglio comunale che vedrà (a meno di colpi di scena) la votazione della delibera sulla riorganizzazione della Casa da gioco già licenziata dalla giunta.

Durante l'assemblea del 18 maggio scorso, i lavoratori hanno optato per la linea dura, dopo ore di trattativa dei sindacati con l'assessore alle Partecipate, Michele Zuin: "Il Casinò di Venezia continua a erogare al Comune ingenti risorse - si legge in una nota unitaria di SLC-CGIL, FISASCAT-CISL, SNALC-CISAL, RLC, UGL-Terziario, SGB - ben più di quelle fornite da Campione d'Italia, Saint-Vincent e Sanremo. Eppure viene definito in perdita, perché, diversamente da quanto indicato recentemente dalla Corte dei Conti, il Comune acquisisce tutti gli incassi e non solo gli utili".

Nel mirino finisce la scelta del Comune di "restituire" alla società del Casinò gli stabili di Ca' Vendramin-Calergi e di Ca' Noghera. Con essi sono passati di mano anche debiti e mutui, per un importo di circa 88 milioni di euro. "È il combinato disposto di questi due elementi che ha bruciato il capitale sociale dell'azienda - attaccano i sindacati - mettendola in condizioni prefallimentari. Ma è sempre colpa di 'quelli che c'erano prima...'". La delibera di riorganizzazione del Casinò mette nero su bianco, come extrema ratio, anche la possibile chiusura di Ca' Vendramin-Calergi e la dichiarazione di 150 esuberi. 

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Contro questo "spettro" i dipendenti hanno deciso di scioperare: "Il Casinò non è del sindaco, che, per definizione, e finché c'è democrazia, è amministratore pro tempore - concludono le sigle - Il Casinò è una preziosa risorsa, invidiata dagli altri enti locali. Dal tavolo della trattativa passiamo alla lotta. Ogni qual volta gli amministratori alzano polemica bugiarda sui redditi dei croupier, stanno celando idee malsane su un uso di questa risorsa non esattamente funzionale a ciò per cui è nata: dare alla collettività una risorsa in più, per una città delicata e complicata".

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