Cronaca

Autunno caldo in arrivo per la scuola: tra ottobre e novembre scioperi e assemblee

Il 10 novembre Cobas e Unicobas hanno indetto uno sciopero nazionale contro l'alternanza scuola-lavoro, il precariato e i "presìdi monarchi". Gli studenti si mobilitano il 13 ottobre

Si annuncia un autunno caldo nel mondo della scuola, dove già a pochi giorni dall'inizio delle lezioni si annunciano scioperi e assemblee. Cobas e Unicobas, per esempio, hanno annunciato un'agitazione generale per il 10 novembre, mentre in tutta Italia alcune sigle studentesche hanno previsto proteste per il 13 ottobre contro le modalità dell'alternanza scuola-lavoro. "Scioperiamo contro la politica scolastica del governo e lo strapotere dei presidi, fonte di continui soprusi nei confronti di docenti e Ata", si spiega in una nota. Ad annunciare l'agitazione sono Piero Bernocchi, portavoce nazionale Cobas, e Stefano d'Errico, segretario nazionale Unicobas. "Nei prossimi giorni - annunciano - comunicheremo le modalità, i tempi e i luoghi delle manifestazioni che si terranno in tutta Italia il 10 novembre".

"Basta con la buona scuola"

"Durante lo scorso anno scolastico, pur lottando con forza e continuità, non siamo riusciti - spiegano i due sindacalisti - ad impedire che gli otto decreti attuativi della legge 107, varati dal governo Gentiloni per chiudere nella gabbia della "cattiva scuola" docenti, ATA e studenti, venissero approvati dal Parlamento e aggravassero ulteriormente i disastri della legge. A partire dai superpoteri dei presidi arrivando al dilagare di una grottesca "Alternanza scuola-lavoro", forma sfacciata di apprendistato gratuito e inutile; dalla centralità data agli assurdi quiz Invalsi al famigerato "bonus" per gli insegnanti più "collaborativi".

Gli obiettivi dello sciopero

Gli obiettivi sono chiari: "Vogliamo aumenti salariali per recuperare almeno quanto perso da docenti e ATA nell'ultimo decennio con adeguati investimenti nella Legge di Stabilità ed eliminando il "bonus premiale" usandone i soldi per gli aumenti; diciamo No all'inserimento nel contratto dei distruttivi contenuti della legge 107; vogliamo l'eliminazione della "chiamata diretta", una drastica limitazione dei poteri dei presidi, che ponga fine alla gestione padronale, autoritaria e illegale delle scuole e del personale. Diciamo no all'obbligo esorbitante di 400/200 ore di Alternanza scuola-lavoro, le scuole tornino a decidere se fare l'alternanza e per quante ore; no al taglio di un anno del percorso scolastico, né nel Liceo, né nella media, né nella primaria; no all'Invalsi come strumento di valutazione delle scuole, dei docenti e degli studenti. Per quel che riguarda poi la marea di precari - si conclude nella nota - sì all'immediata assunzione dei vincitori dell'ultimo concorso, degli abilitati e dei precari con tre anni di servizio su tutti i posti disponibili in organico di diritto e di fatto; sì al potenziamento degli organici, le immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti e il ripristino supplenze temporanee anche per i docenti".

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