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"Fincantieri non si svende", Fiom contro la privatizzazione: sciopero

Il 12 dicembre anche i dipendenti dello stabilimento di Porto Marghera incroceranno le braccia: "Serve una nuova politica industriale"

"La Fincantieri non si svende". Fiom-Cgil critica nei confronti del piano di privatizzazioni annunciato dal governo Letta nei giorni scorsi. Serve fare cassa per ridurre il deficit dello Stato, su questo tutti sono d'accordo. Ma è sui modi che le opinioni divergono. Sul piatto finiscono il 40% delle quote del colosso della cantieristica nautica italiana. Atmosfera tesa, quindi, anche nello stabilimento di Porto Marghera, dove il prossimo 12 dicembre è in programma uno sciopero di otto ore dei lavoratori.

Si incrociano le braccia non solo per difendere la Fincantieri in sé, ma tutte le aziende pubbliche: "Serve una nuova politica industriale per il Paese - dichiarala Fiom di Venezia - Chiediamo la proroga dei contratti di solidarietà, il finanziamento della cassa integrazione, il blocco dei licenziamenti".

Lo stop di giovedì prossimo serve anche per garantire la massima partecipazione al corteo nazionale in programma a Roma. Davanti a palazzo Chigi ci saranno rappresentanze di tutti gli stabilimenti del gruppo. Comprese quelle di Porto Marghera: "Per la zona industriale lagunare queste operazioni si sono rivelate sempre un disastro", conclude la Fiom.

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