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Fincantieri, linea dura degli operai In trecento bloccano i cancelli

I lavoratori proseguono nella loro lotta contro la direzione sui "nuovi" orari di lavoro e sulla cassa integrazione per trenta dipendenti

Ancora braccia incrociate agli stabilimenti Fincantieri di via delle Industrie, dietro a via Libertà. L'oggetto del contendere sono sempre i nuovi orari di lavoro decisi dall'azienda, che in mancanza di un accordo tra le parti restano per ora nel limbo. Così gli operai veneziani hanno deciso di fermare ancora i cantieri per far ascoltare le loro ragioni.

LE ALTERNATIVE – La proverbiale goccia sarebbe caduta nel vaso già colmo lunedì, quando la società ha annunciato la messa in cassa integrazione per una trentina di operai. Alla base della decisione ci sarebbero le richieste dell'azienda per il nuovo orario flessibile settimanale, ovvero 6 ore per 6 giorni o 7 per 5 con il sabato di normale lavoro e non più straordinario, e il possibile trasferimento della costruzione della Viking Star in un altro stabilimento. Proprio il mancato accordo sugli orari e la commessa “sfumata” hanno fatto infuriare i sindacati Fiom-Cgil, che hanno lasciato il tavolo delle trattative e martedì mattina sono passati ai fatti.

BRACCIA INCROCIATE – La protesta è iniziata alle sei del mattino, quando i lavoratori, invece di entrare nei cantieri, si sono radunati davanti agli ingressi, armati di bandiere, striscioni e tanti volantini. In quasi 300 hanno bloccato i cancelli degli impianti, distribuendo le loro ragioni sui fogli prestampati. Intorno alle nove il volantinaggio si è fermato, ma non la protesta. I lavoratori si sono spostati per un'assemblea sindacale, ma in tanti sono rimasti ancora davanti ai cancelli, piantonandoli con le bandiere rosse della Fiom Cgil.

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