Sciopero Fincantieri, Fiom: «L'azienda non si ferma, noi sì». Aumentate le corse

Valentini: «Non ci sono le condizioni. Chiesta la chiusura di alcune lavorazioni: non ci hanno ascoltato». Impianti chimici e Raffineria in sicurezza. Metalmeccanici verso lo sciopero nazionale. Leu: «Il governo fermi la produzione fino al 22 marzo»

Immagini di operatori alla Fincantieri di Porto Marghera

«Non ci sono le condizioni per il rispetto delle disposizioni sulla sicurezza in emergenza coronavirus, per più di 4 mila addetti. Da tempo lo diciamo, chiedendo la sospensione delle lavorazioni non strettamente necessarie in Fincantieri». Così Michele Valentini della Fiom veneziana interviene sullo sciopero iniziato oggi, giovedì 12 marzo, di due ore, ma che potrebbero diventare 8 già domani, ai cantieri di Porto Marghera. 

Sicurezza

«Il cambio turno per i dipendenti - di cui ha parlato Actv per via dell'affollamento dei mezzi che si è verificato nei giorni scorsi - lo avevamo chiesto noi - dice il segretario provinciale della categoria - Così da poter garantire una maggior sicurezza per i dipendenti in mensa, negli spogliatoi, sul lavoro. Ma quando le distanze non possono essere rispettate e le mascherine non sono disponibili, non si può andare avanti - dice - Se la produzione non si ferma, allora ci pensiamo noi». Il problema riguarda, come emerso, anche per i trasporti pubblici. «Quando un lavoratore è fuori dai tornelli, non è che quello che gli succede dopo a Fincantieri non interessa più - dice Valentini -. Avrebbe potuto pensarci la società e organizzare un servizio di trasporto privato», visto che chiamando in causa l'Amministrazione comunale sulla questione, sembra non si riesca ad avere un rafforzamento delle corse, per ora. Situazione sotto controllo e in sicurezza negli impianti chimici e in Raffineria, a Porto Marghera. In alcuni comparti attivato il telelavoro, fanno sapere i sindacati. Si è proceduto con ferie e permessi in maniera concordata e in ottemperanza a quanto previsto dai decreti per l'operatività delle produzioni.

La lettera della direzione

Con riferimento all’attuale situazione di emergenza legata al Covid-19 l’azienda, per ridurre il più possibile le situazioni di aggregazione di personale, invita tutto il personale in fase di uscita dal cantiere, in particolar modo in corrispondenza dei tornelli (incluso quello per l’accesso al parcheggio), a rispettare la istruzione di mantenere la distanza di almeno 1 metro tra le persone. Al fine di rendere efficace l’azione sopra indicata, il flusso sarà presidiato da apposito personale. In aggiunta si informa che, per evitare la congestione di lavoratori alla fermata dell’autobus posta in prossimità dello stabilimento, in accordo con la società dei trasporti Actv, si è concordato di incrementare il numero delle corse come di seguito indicato:
Per l’entrata dei lavoratori delle 6 saranno effettuate 5 corse aggiuntive così suddivise (le quali poi proseguiranno per Venezia):
Linea 2 alle 5.30 da MESTRE STAZIONE – FINCANTIERI per 1 corsa.
Linea 4L alle 5.25 e 5.30 da MESTRE CENTRO per Corso del Popolo – FINCANTIERI 2 corse.
Linea 6 alle 5.15 e 5.20 da ROBINIE (Catene) per Marghera – FINCANTIERI 2 corse.
Per l’uscita dei lavoratori delle 14 saranno effettuate 5 corse aggiuntive in partenza da FINCANTIERI così suddivise:
Linea 2 da FINCANTIERI per MESTRE STAZIONE 1 corse
Linea 4L da FINCANTIERI per Corso del Popolo – MESTRE CENTRO 2 corse o Linea 6 da FINCANTIERI per Marghera – ROBINIE (Catene) 2 corse.
Per l’uscita dei lavoratori delle 22 in partenza da FINCANTIERI saranno effettuate 5 corse aggiuntive così suddivise:
Linea 2 da FINCANTIERI per MESTRE STAZIONE 1 corsa.
Linea 4L da FINCANTIERI per Corso del Popolo – MESTRE CENTRO 2 corse o Linea 6 da FINCANTIERI per Marghera – ROBINIE 2 corse. La distribuzione a bordo dei bus dei lavoratori sulle corse in partenza alle 14.05 e 22.05 da FINCANTIERI, sarà garantita dalla presenza di un funzionario AVM/Actv che verificherà una distribuzione omogenea dei passeggeri ed in linea con le direttive del dpcm in vigore. Il servizio sarà effettuato dal lunedì al venerdì, non festivo e nelle giornate del sabato le corse previste per l’uscita delle  22 saranno effettuate alle 16.45.

Verso l'astensione nazionale

«Da giorni stiamo provando a non bloccare le produzioni, cercando le soluzioni più adeguate, consapevoli dei costi umani ed economici, a partire dalla Lombardia e dalle altre aree più colpite, ma la gran parte delle aziende non sono ancora del tutto preparate a gestire questa emergenza. I lavoratori sono giustamente spaventati - scrivono i metalmeccanici confederali nazionali Fim, Fiom, Uilm - Data la difficoltà generalizzata chiediamo al governo una momentanea fermata di tutte le imprese metalmeccaniche, a prescindere dal contratto utilizzato, fino a domenica 22 marzo, al fine di sanificare, mettere in sicurezza e riorganizzare tutti i luoghi di lavoro. Ovviamente sono escluse le aziende che svolgono servizi pubblici essenziali e quelle che producono materiali sanitari, nonché i lavoratori, adeguatamente protetti, che garantiscono la salvaguardia degli impianti e quelli già collocati in smart working. Chiediamo di concordare fermate produttive “coperte” innanzitutto con strumenti contrattuali o con eventuali ammortizzatori sociali. In mancanza di ciò dichiariamo l’astensione unilaterale nazionale nell’intero settore merceologico, a prescindere dal contratto utilizzato. A copertura di ciò proclamiamo lo sciopero per tutte le ore necessarie». «Il presidente del Consiglio Conte e il governo ascoltino la voce del sindacato, dalla Fiom-Cgil a tutte le altre sigle, che chiedono si fermi la produzione fino al prossimo 22 marzo per garantire la tutela della salute dei lavoratori e delle lavoratrici di questo Paese», scrive Nicola Fratoianni, Sinistra Italiana-Leu. I metalmeccanici Cub (Confederazione Unitaria di Base) hanno proclamato lo sciopero generale nazionale dal 13 marzo al 23 marzo, per tutte le aziende metalmeccaniche. 

«Le nuove restrizioni fermano una serie di attività ma restano aperti i luoghi di lavoro e fabbriche, pur non rientrando tra i servizi essenziali - scrive Flm Uniti Cub - Dalle fabbriche arriva l’indignazione e la denuncia di non applicazione delle misure emanate. Di fronte a questa emergenza occorrono misure a tutela della salute e del salario. No all’utilizzo di ferie forzate. Ammortizzatori sociali con l’integrazione piena del salario. Malattia non contata come assenza nel calcolo del premio risultato dei contratti di secondo livello». L'astensione ha domani, venerdì 13 marzo, dalle 6 per tutti i turni di lavoro, fino all’ultimo turno del 23 marzo.

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