Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Cinque giorni di sciopero Fisi, i confederali: «Mense scolastiche a rischio». Loro: «Lottate con noi»

Astensione proclamata dalla Federazione italiana sindacati intercategoriali dal 15, giorno di entrata in vigore del green pass, al 20 ottobre. Uiltucs e Filcams Venezia: «Mancato rispetto delle regole e conseguenze per l'utenza»

La Federazione italiana sindacati intercategoriali (Fisi) ha indetto uno sciopero di 5 giorni, dal 15 al 20 ottobre, in tutti i settori pubblici e privati, anche nei settori di pubblica utilità. Un'astensione contro cui si sono apertamente dichiarate contrarie alcune sigle delle organizzazioni sindacali confederali, fra le quali a Venezia Uiltucs e Filcams.

«Tutti i dirigenti scolastici del Comune di Venezia hanno comunicato, in queste ore, che in virtù di questa dichiarazione di sciopero, il servizio di mensa viene sospeso per le giornate in questione. Le lezioni verranno svolte solo fino ad una certa ora (12.30-13.00) - scrivono in una nota il segretario di Uiltucs Venezia Luigino Boscaro e quello di Filcams Cgil Venezia Andrea Brignoli. «Questo sciopero, configgendo con il diritto della collettività ad avere i servizi indispensabili, deve sottostare a regole che, in questo caso, sono state ignorate. Il servizio di refezione scolastica è indispensabile per il “tempo pieno”degli alunni. Quindi si scarica l’effetto di uno sciopero, solo dichiarato e non effettuato, sulle famiglie, che dovranno prelevare anticipatamente i figli e provvedere alla loro cura, e poi sui dipendenti dei servizi di ristorazione, centri di cottura, trasporto e scodellamento (circa 300 lavoratrici e lavoratori solo nel territorio veneziano), che perdono lo stipendio delle giornate di lavoro».

«Rammentiamo a tutti che la Cisl, ma pure la Cgil, hanno dichiarato apertamente di essere in accordo con il governo sulle scelte dell’obbligo vaccinale e nulla hanno fatto sull’imposizione dei tamponi con costi a carico dei lavoratori, sulle sospensioni dal lavoro e dalla retribuzione dei lavoratori, venendo meno alla loro mission di difesa dei diritti dei lavoratori. Lo sciopero della Fisi è uno sciopero politico - scrive la Fisi - È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti Covid-19 è attualmente somministrato, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l'opportunità di essere vaccinate o hanno scelto di non essere vaccinate. Lo sciopero indetto dalla Fisi è legittimo - prosegue la Federazione - in difesa della Costituzione e per protesta contro gravi eventi lesivi dell'incolumità e della sicurezza dei lavoratori. Invitiamo i sindacati confederali ad affiancare la Fisi in questa battaglia».

«Non risulta che il sindacato autonomo abbia rappresentanza sindacale (Rsu) - per Boscaro e Brignoli - e in passato le adesioni a scioperi analoghi abbiano avuto zero adesioni. Viene da chiedersi come il mancato rispetto delle regole possa essere avallato, lasciando gravare le conseguenze sull’utenza. Proprio il contrario di quello che la legge vuole evitare». 

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