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"Era glaciale" nella cittadella scolastica di Mirano, gli studenti proclamano sciopero

Freddo nelle aule e acqua dal soffitto, mobilitazione dei 4mila ragazzi degli istituti superiori il 20 gennaio. Appello al sindaco della Città metropolitana: "Mantenga le promesse"

I disagi aumentano e gli studenti alzano la voce. Sciopero in programma venerdì 20 gennaio alla cittadella scolastica di Mirano, complesso che comprende i licei Majorana-Corner, l’Itis Levi-Ponti e l’istituto 8 marzo-Lorenz e in cui gravitano in tutto circa 4mila studenti. Stavolta a far scaturire la mobilitazione sono le condizioni - a tratti proibitive - cui sono costretti i ragazzi, tra temperature troppo basse e acqua che scende dai soffitti. "Non è possibile sopportare il freddo all’interno delle aule - denunciano - Fare lo slalom tra i secchi pieni d’acqua quando piove, mettere lo scotch alle finestre per fare in modo che non entri aria fredda".

La protesta è rivolta soprattutto al sindaco della Città metropolitana, Luigi Brugnaro: "Nel novembre scorso - scrivono i ragazzi - Brugnaro si è mostrato molto disponibile verso le necessità degli studenti: quindi noi chiediamo non solo parole, ma fatti. Il messaggio che vogliamo diffondere è che abbiamo bisogno di una maggiore attenzione e un maggiore appoggio dalle istituzioni, ricordando che una 'Buona Scuola' per essere tale dovrebbe essere fruibile sotto tutti i punti di vista".

L'appuntamento è alle 8.10 nella piazzetta che si trova fra i tre istituti. A chiamare a raccolta gli studenti, ironicamente, è una locandina con i personaggi del film d'animazione "L'era glaciale", sottotitolo: "la cittadella di ghiaccio". Il problema, secondo gli studenti, è la scarsa manutenzione dedicata agli impianti e ai servizi igienici: "Nel corso degli anni sono state fatte numerose richieste di manutenzione ordinaria e straordinaria alla Provincia - spiegano - senza ottenere una risposta concreta. Rimangono problemi di infiltrazione dai tetti, problemi di riscaldamento (per la vetustà degli impianti) e ulteriori problemi legati alla struttura fisica delle scuole".

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