Cronaca

Mose, due ore di sciopero dei lavoratori di Cvn, Tethis e Comar

Presidio davanti alla sede del Consorzio Venezia Nuova. Cgil Cisl e Uil Venezia: «L’incontro del 14 ottobre al Provveditorato non ha risolto i problemi. Registriamo l'ennesimo ritardo nei pagamenti degli stipendi»

Due ore di sciopero e presidio davanti alla sede del Consorzio Venezia Nuova è stato indetto per martedì 19 ottobre, dei lavoratori di Cvn, Tethis e Comar. L’agitazione è stata proclamata oggi, giovedì 14 ottobre, da Cgil Cisl e Uil Venezia, unitamente alle categorie coinvolte e alle Rsu delle aziende. «L’incontro del 14 ottobre al Provveditorato alle opere pubbliche – spiegano i tre segretari provinciali Ugo Agiollo, Paolo Bizzotto e Igor Bonatesta – pur avendo verificato qualche miglioramento non ha risolto i problemi delle 3 aziende. Registriamo l'ennesimo ritardo nei pagamenti degli stipendi dei lavoratori e delle lavoratrici Comar e le solite incertezze relative alla ripresa dei lavori. Facciamo tra l'altro un appello al tribunale affinché decida in tempi rapidi sulle istanze presentate per aiutare il ritorno alla regolare attività. Per questo abbiamo proclamato lo sciopero, delusi da promesse non mantenute e soprattutto dal non avere nessuna certezza sul futuro del Mose».

L'avevano organizzata e anche revocata l'astensione di 4 ore, il 25 agosto scorso, gli stessi sindacati confederali in concomitanza con la prima alzata di prova delle paratoie anti marea, prevista nei primi giorni di settembre. Sarebbe stato il primo sciopero unitario per il mancato pagamento degli stipendi di luglio e agosto, per i lavoratori Comar, in parte di luglio e agosto per la società Thetis, e della mensilità di agosto per Cvn (i dipendenti del Consorzio Venezia Nuova). «Ci era stato assicurato un anno fa che c'erano i soldi per completare i lavori del Mose e la situazione avrebbe visto in un anno l'avvio della nuova istituzione, l'Autorità per la laguna, oltre alla conclusione delle opere - commentarono i segretari generali Ugo Agiollo (Cgil), Paolo Bizzotto (Cisl) e Igor Bonatesta (Uil) - ma ad oggi i lavori sono fermi e il contenzioso tra Cvn e le piccole aziende non è risolto».

Poi arrivò lo sblocco, o almeno così sembrava, il 9 settembre scorso, con la garanzia che il provveditorato avrebbe pagato una somma al Consorzio Venezia Nuova ad ogni sollevamento delle barriere, dopo la riunione con i rappresentanti del ministero (Ilaria Bramezza, capo dipartimento per le opere pubbliche), il provveditore Fabio Riva e il commissario liquidatore del Consorzio Venezia nuova, Massimo Miani. A distanza di un mese, fanno sapere i sindacati, la situazione si è solo parzialmente sbloccata in Cvn, Tethis e Comar, con un altro ritardo nei pagamenti. Per questo hanno proclamato l'astensione.

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