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Sciopero e manifestazione dei portuali, il videoracconto della giornata

Il blocco dei camion all'alba a Marghera, il corteo e la manifestazione alla stazione. Striscioni per il lavoro, cori contro il commissario Musolino. L'arrivo del sindaco Brugnaro e gli applausi. Chioggia non protesta e difende l'ex presidente dell'Autorità portuale. Il Pd chiede al Comune di collaborare

 

«Sciopero e blocco del porto sono riusciti al cento per cento». Sono centinaia i lavoratori mobilitati dalle 6 del mattino di mercoledì in Marittima e all'ingresso commerciale di Porto Marghera, a difesa dello scalo marittimo veneziano. Fermati ai cancelli circa 50 camion, racconta Renzo Varagnolo della Filt Cgil Veneto che prende la parola dal centro del piazzale della stazione, dove il corteo riunito al Tronchetto è confluito. Fischietti, trombe, slogan: «Chi non salta Musolino è», incita in coro una parte. «Ha ucciso il porto», dice Mauro Piazza della Nuova compagnia dei lavoratori portuali. «Ci ha promesso aiuti, ha detto che avrebbe alzato le tariffe. Con l'ex presidente Paolo Costa i fondali a 12 metri li avevamo».

«C'è tutta la compagnia dei portuali in difficoltà e questa è l'accusa - afferma Toni Cappiello ex dirigente sindacale Filt Cgil in pensione - . Il sentore è che con più grinta forse i canali potevano essere scavati prima. C'è una concomitanza di effetti negativi che rischia di affossare il porto. Quando c'è l'allerta acqua alta ora la capitaneria blocca il porto anche se il Mose non si alza, e il problema è grande. Se entrano le navi, non possono passare».

«Venga nominato un presidente dell'Autorità portuale. E nel Comitatone, che si riunirà a breve, ci siano regole per tutto il traffico navale. Sono due anni e mezzo che va avanti lo scaricabarile sugli escavi», dice Marino De Terlizzi della Fit Cisl Veneto. «Qui oggi c'è tutto il lavoro, le categorie del trasporto, l'autonoleggio, i rimorchiatori, i marittimi, gli autoferrotranvieri, gli spedizionieri, i terminalisti e i motoscafisti», per Cappiello: «difendono il campo da gioco, poi ognuno giocherà la propria partita». È ora che si capisce quello che può succedere. «Fino a un anno e mezzo fa la nave della Vecon da 8.500 container, 315 metri, al porto entrava. Poi la capitaneria ha fatto le batimetrie, ha ridotto i pescaggi e l'abbiamo persa. C'è incertezza e la conca di navigazione, in caso di apertura del Mose, è disassata e così non serve a nulla», continua Cappiello.

Escavi, concessioni demaniali in scadenza e crociere: mancano decisioni a lungo termine su tutte le principali partite. Per il coordinatore regionale Uiltrasporti Andrea D'Addio, «Se arrivano le crociere, entrano per prime nel canale dei Petroli e le navi commerciali restano fuori. Le portino a San Leonardo». Tra i colossi dei terminal con la concessione demaniale in scadenza nel 2024, ci sono Vecon, Tiv (terminal intermodale) e Trv (terminal rinfuse). «Vecon ha presentato un piano investimenti da 100 milioni per 25 anni - dicono Manuele Ferrarese e Federico Pulese rsa Uiltrasporti - Abbiamo difficoltà con il Mose, con gli escavi, ci chiediamo come sia possibile non riuscire a fare un piano di manutenzione lagunare nel 2020 quando è dal 14esimo secolo che si fanno opere per mantenere l'accessibilità nautica dal mare alla laguna».

A Chioggia la compagnia lavoratori portuali non ha scioperato. «Questa manifestazione era contro Pino Musolino, l'unico che ha sempre aiutato Serviport», scrive il presidente Massimo Naccari. Alla fine della manifestazione arriva il sindaco Brugnaro. Con lui il vice Andrea Tomaello e l'assessore Simone Venturini. «Non vogliamo strumentalizzare, comprendiamo le difficoltà e siamo preoccupati come voi per il futuro del porto - dice Brugnaro che prende la parola - siamo qui perchè abbiamo pensato di fare una grande riunione in Comune con i sindacati, le imprese e tutte le categorie del lavoro veneziano. Il governo non ci ascolta, ha escluso Regione e Comune dell'Autorità per la laguna - continua il sindaco - c'è qualcuno che sta giocando sporco e quel qualcuno è il governo».

Tra i consiglieri comunali ci sono Emanuele Rosteghin e Giuseppe Saccà del Partito Democratico. Il secondo prende la parola, mentre Brugnaro si allontana. «Dispiace che il sindaco vada via - dice - il Pd ha sempre dimostrato vicinanza al tema dello sviluppo del porto. Speriamo il Comune dimostri la capacità di collaborare con le altre istituzioni». Anche il consigliere Pier Paolo Baretta del Pd interviene sullo sciopero: «sono positive le notizie dell’avvio della manutenzione dei canali. Verranno attrezzati gli approdi a Marghera per consentire il ritorno delle navi a Venezia, evitando il passaggio per il bacino di san Marco. Sono scelte che vanno confermate nel prossimo Comitatone. Va, al più presto, verificata e conclusa la conca di navigazione che consentirà di gestire con migliore flessibilità l’equilibrio tra tutela e attività marittima. Ma strategicamente non basterà. Dobbiamo dotare la città di un porto d’altura». «Il porto di Venezia è talmente strategico nell'economia veneziana, veneta, emiliana e lombarda che mi auguro che questa volta, non come ha fatto l'allora ministro Graziano Delrio, il presidente dell'Autorità di sistema portuale sia scelto insieme al territorio -  afferma il presidente di Confindustria Vincenzo Marinese - E per quanto riguarda la manifestazione di lavoratori e operatori del porto, categorie economiche, lavoratori, sindacati, sindaco, mica tutti potevano essere lì contro Musolino. Dopodiché, se effettivamente tutti lo contestano si dovrebbe domandare il perchè».

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