Cronaca Zelarino / Via Paccagnella, 11

Sciopero nazionale medici: «Adesione al 70% venerdì, una su 4 sale operatorie ferme»

Fp Cgil: «A Venezia, Mestre, Chioggia, Dolo e Mirano alta partecipazione. Contratto fermo da 10 anni, condizioni allo stremo, qualità del servizio in discesa»

Foto: presidio dei medici all'ospedale dell'Angelo

Sciopero nazionale dei medici, dei veterinari e dei dirigenti ospedalieri venerdì. «Alta partecipazione delle unità territoriali di Venezia, Mestre, Chioggia, Dolo e Mirano», dice Marco Busato della Funzione Pubblica Cgil, una delle sigle aderenti all'astensione insieme ad Anaao Assomed, Cimo, dirigenti sanitari, Fvm, Fassid (Aipac-Aupi-Simet-Sinafo-Snr) Cisl medici, Fesmed, Anpo-Ascoti-Fials medici, Uil Fpl Coordinamento nazionale della aree contrattuali medica, veterinaria, sanitaria.

I numeri

«Una su 4 sale operatorie chiuse, radiologie ferme, al 70% la partecipazione - dice il sindacalista -. Mancano 150 medici sul territorio. In queste condizioni la sanità pubblica non sarà più in grado di dare una risposta di qualità elevata, c'è crisi di organico e sottofinanziamento. Con il mancato rinnovo del contratto di settore, sia per la parte normativa che per quella economica, da 10 anni, si scivola verso il privato».

Condizioni

«Le condizioni di lavoro sono allo stremo - continua Busato -. Manca una programmazione universitaria e regionale del fabbisogno di personale, con il turn over, le cessazioni, i pensionamenti, non si coprono neanche lontanamente i fabbisogni e i concorsi spesso vanno deserti, confermando la sempre meno appetibilità da parte dei professionisti ad accettare condizioni di lavoro drammatiche. Servono a tutti i livelli interventi urgenti per costruire un progetto socio sanitario in grado di rispondere ai bisogni della popolazione».

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