"Braccia incrociate: basta ai morti sul lavoro". È sciopero dei metalmeccanici in Veneto

Martedì fermo il settore in tutta la Regione, dove nel 2017 si sono verificate 2 morti ogni 5 giorni, quasi un centinaio di persone. Ultima vittima Andrea Ponzio, operaio di Vicenza

Ritmi di lavoro intensi, frammentazione delle mansioni, giovani esposti alla precarietà. I metalmeccanici Cgil, Cisl e Uil in Veneto hanno deciso di incrociare le braccia, martedì, per chiedere sicurezza e dire "basta alle morti sul lavoro. Dopo l’ennesima tragedia in cui è rimasto vittima Andrea Ponzio, alle acciaierie Beltrame di Vicenza, 20 giorni dopo quella di Maurizio Cossu, all’acciaeria Aso di Vallese (Verona). Una media di decessi, nel 2017, di 2 morti ogni 5 giorni lavorativi.

Iniziative in programma

Il 22 marzo seguirà una riunione regionale dei rappresentanti alla sicurezza e delle Rsu del settore “per sollecitare l’attenzione delle istituzioni locali e degli organi preposti al controllo e alla vigilanza e richiamare alle proprie responsabilità le imprese”. "Inaccettabili - scrivono Fim, Fiom e Uilm del Veneto - 335 infortuni per ogni giornata di lavoro, sempre registrati nel corso del 2017. Lontanissimi dall’obiettivo “infortuni zero” degno di un paese civile e di una cultura del lavoro che metta al centro la persona e la tutela della sua integrità".

Quasi 100 incidenti mortali

I metalmeccanici, che già hanno effettuato una prima iniziativa di sciopero regionale il 5 febbraio sui temi della sicurezza, ritornano dunque in lotta con la proclamazione della nuova astensione dal lavoro per martedì 27 febbraio. La fermata sarà di un’ora, prevalentemente collocata a fine turno, ed in molte aziende sarà accompagnata da assemblee per sostenere la vertenza sulla sicurezza aperta nel Veneto. Il dito è puntato contro “l’aumento dei ritmi produttivi all’interno delle aziende”, ma anche contro i modelli “che parcellizzano il ciclo produttivo, con le esternalizzazioni, gli appalti e i subappalti”. 

'Una strage'

In Veneto il 2017 si è chiuso con 74.100 incidenti sul lavoro di cui 91 mortali. Nella rilevazione per fasce d’età, colpisce il costante incremento di incidenti che si verifica tra i giovanissimi (+3,4%) e tra i lavoratori più anziani (+5,2%). E colpisce il fatto che più del 20% degli incidenti (pari a 15.202 eventi nel 2017 in Veneto) abbia avuto come vittime ragazzi sotto i 25 anni, 7 dei quali hanno addirittura perso la vita sul lavoro: una strage di giovani esposti alla precarietà e perciò più soggetti ai rischi che si aggiunge alla più generale catena di eventi drammatici che funestano il lavoro. 

Andrea Ponzio, manutentore della Afv, è stato colpito violentemente al volto per ragioni ancora da accertare a causa dello scoppio di un tubo ad alta pressione. Subito soccorso dai propri compagni di lavoro è stato trasportato urgentemente in ospedale dove poco dopo è deceduto. La Rsu ha deciso per la fermata immediata dello stabilimento e insieme ai lavoratori ha deciso di proclamare altre 8 ore di sciopero venerdì. 

"Occorre continuare a denunciare con forza l’inaccettabile tributo di vite umane - ha scritto Cgil subito dopo l'accaduto - pagato dai lavoratori alla così detta ripresa economica del paese e all’aumento dei ritmi produttivi all’ interno dei luoghi di lavoro. Ai famigliari di Andrea Ponzio va il cordoglio e la solidarietà di tutti i metalmeccanici del Veneto”.
 

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