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Foto: lo sciopero degli autotrasportatori lunedì a Marghera

Foto: lo sciopero degli autotrasportatori lunedì a Marghera

Trasporti, camion in coda fin sopra la Vempa. Filt: «Grande adesione allo sciopero»

Il corteo di mezzi pesanti in presidio davanti a Porto Marghera alle 8 di lunedì mattina. Operatori e sindacati contro la modifica «in peius del regolamento europeo sui tempi di guida degli autisti»

Uno sciopero «riuscito e sentito», afferma il sindacato dei trasporti Filt Cgil, commentando l'astensione nazionale degli autotrasportatori lunedì contro «la modifica in peius del regolamento europeo 561/06 riguardante i tempi di guida per gli autisti di mezzi pesanti». A Venezia i camion si sono messi in presidio a Porto Marghera alle 8, finendo per incolonnarsi fino alla rampa del cavalcavia Vempa. «Lunedì 21 gennaio sarà il turno dei conducenti dei mezzi pubblici che faranno altre 24 ore di sciopero», precisa la sigla veneziana.

I rischi

«Il presidio, nonostante le temperature sotto zero, ha visto una folta partecipazione di lavoratori, iscritti e delegati sindacali, che hanno messo in luce i rischi che potrebbero derivare dalla modifica della legge - scrive Marcello Salbitani Filt Cgil Venezia -. La previsione di spostare su tre settimane il riposo aumenterebbe la probabilità di incidenti del 5 o 6% (questo su stima datoriale), a fronte di un guadagno per le imprese trasfrontaliere che si occupano di trasporto su gomma di circa 785 milioni di euro all'anno. Siamo fortemente preoccupati per la salute dei lavoratori, ma anche per l'incolumità della cittadinanza, più esposta a pericoli in strada».

«No al dumping»

Crediamo che i ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti, e degli Interni, dovrebbero impegnarsi e spendere energie su questi temi, più che puntare a tenere lontani poveri naufraghi dalle coste. La sicurezza sulle strade e i posti di lavoro sono importanti. Chiediamo che venga difeso il mestiere dell'autista in Italia, senza lasciare che prevalga la concorrenza al ribasso e che addetti esteri senza sicurezze e retribuzioni a 300 euro al mese si facciano spazio fra i lavoratori e nelle aziende. Attendiamo fiduciosi la fine di questo mese che dovrebbe dare una soluzione a Bruxelles di questo problema. Altrimenti saremo pronti per altre giornate di lotta».

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