Cronaca

Sciopero nazionale dei mezzi di trasporto pubblico: a rischio bus, tram e servizi della navigazione

L'astensione di 4 ore, dalle 20 alle 24, è stata indetta dalle sigle Cub trasporti, Cobas lavoro privato e Adl Cobas per il 21 giugno. Tra le motivazioni locali «il peggioramento delle condizioni di lavoro anche per la disdetta degli accordi di secondo livello»

Piattaforma del tram durante lo sciopero del primo giugno scorso

È in arrivo uno sciopero dei mezzi pubblici lunedì 21 giugno: 4 ore, dalle 20 alle 24. Un'astensione nazionale che porterà i lavoratori rappresentati dai sindacati Cub trasporti, Cobas lavoro privato e Adl Cobas ad incrociare le braccia. A Venezia sono a rischio i servizi della partecipata Avm Actv per il trasporto pubblico di navigazione, tranviario, automobilistico urbano e extraurbano, del People Mover e dei parcheggi in struttura in gestione ad Avm (dalle 20 alle 24, salvo tempi tecnici necessari per i trasferimenti da e per i depositi aziendali).

I collegamenti minimi garantiti

La vertenza, pur a carattere nazionale, sul piano locale potrebbe comprendere quella aperta a fine gennaio scorso sugli accordi integrativi di secondo livello per la disdetta unilaterale aziendale con la partecipazione di dipendenti aderenti ad altre organizzazioni sindacali. Per il servizio di trasporto pubblico tranviario e automobilistico urbano e extraurbano la fascia oraria indicata (20-24) si riferisce all’arrivo e alla ripartenza dei mezzi da/per i depositi aziendali, conseguentemente il servizio terminerà la propria regolarità prima delle ore 20 e riprenderà successivamente alle ore 24, entro un lasso di tempo compatibile con il necessario rientro e uscita dei mezzi. Nel servizio navigazione verranno garantiti i collegamenti minimi che verranno nei prossimi giorni pubblicati on line sui siti e nei canali aziendali.

Irregolarità nell’erogazione del servizio potranno essere riscontrate anche nell’accesso ai parcheggi in struttura (autorimessa comunale e park Sant’Andrea a piazzale Roma, park Candiani e park Costa a Mestre) per i clienti in transito e al People Mover. Per maggiori informazioni consultare www.actv.it, i canali social istituzionali @muoversivenezia e il call center Dime 041 041.

Le motivazioni 

Le motivazioni dello sciopero riportate dalla sigla di base riguardano (in particolare sul piano locale): il mancato rinnovo del Ccnl autoferrotranvieri internavigatori (Mobilità Tpl) e i relativi aumenti economici per il triennio 2018-2020; l'aggravamento dei turni monta e smonta anche per gli spezzati; le soste fisiologiche in zone prive di servizi igienici; la situazione manutentiva dei mezzi, nello specifico del settore della navigazione, (come si intende procedere per attivare l'utilizzo dei finanziamenti assegnati dal governo per 131.318.375,57 euro); la verifica di come si intenda procedere in merito ai mancati incassi per circa 500 mila euro di cui ha parlato la cronaca locale; le modalità e l’informativa “Sanificazione giornaliera” e “Bonifica generale” dei mezzi; le modalità di selezione interna di personale (da Vela ad Actv ad Avm); il sub affidamento del servizio di navigazione della Linea 9 (collegamento Burano-Torcello e viceversa) per un importo di 69.615,00 euro ad Alilaguna, considerato anche che il consumo giornaliero di un motobattello, motore singolo, a tutta forza è di circa 150 litri di gasolio; il sub affidamento ad Atvo del servizio di trasporto persone sostitutivo della linea 12 nel tratto Treporti-Punta Sabbioni da effettuarsi con autobus per un importo di 53.750,00 euro; programma biennale degli acquisiti di beni e servizi 2020 – 2021 che, “a causa dell'emergenza Covid-19 è stato elaborato per il solo 2020. La pianificazione per gli anni 2021 - 2022" che "potrà procedere alla pubblicazione dei dati richiesti solo in presenza di elementi più stabili"; i “dati trasparenti” degli importi percepiti dai dirigenti, con relativa percentuale della parte variabile - 30 %, al solo 2018; le politiche per tutelare professionalità e salari; soluzioni alle criticità determinate dalle politiche di progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro anche e per la disdetta di accordi di secondo livello.

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