Sciopero nazionale del pubblico impiego proclamato il 12 maggio da Fsi-Usae

Proteste contro il mancato adeguamento salariale per i dipendenti della pubblica amministrazione, e non solo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Riceviamo e pubblichiamo:

"La FSI-USAE (Federazione Sindacati Indipendenti) ha indetto uno sciopero nazionale di 24 ore di sciopero dei lavoratori del Pubblico Impiego (contrattazione Aran) per il giorno 12 maggio 2017 ed ha annunciato, per la stessa giornata, manifestazioni territoriali. Allo sciopero si è giunti dopo l'esito negativo del previsto tentativo di conciliazione con il governo il quale è rimasto sordo alle legittime richieste dei lavoratori. Infatti, questa organizzazione, al pari di moltissimi lavoratori delle pubbliche amministrazioni, ha quantificato in 250 euro medie pro-capite mensili gli aumenti necessari per un reale adeguamento delle retribuzioni al costo della vita nel nostro paese ma, il Governo, forte dell'accordo in cui sono stati svenduti i contratti dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni con una intesa tendente a limitare ad 85 euro medie pro capite il rinnovo contrattuale, non ha ritenuto di dover stanziare le risorse necessarie a garantire aumenti adeguati nella misura da noi richiesta.

Mentre i lavoratori della P.A. avevano gli stipendi bloccati per legge, però, le categorie del lavoro privato hanno già avuto rinnovi contrattuali (sottoscritti dai medesimi soggetti sindacali) relativi ai trienni 2010-2012 prima, 2013-2015 poi, ed oggi quello 2016-2018, con aumenti che complessivamente vanno oltre i 300 (trecento) euro. Il diritto dei lavoratori del pubblico impiego contrattualizzato alla possibilità di recuperare il potere di acquisto delle proprie buste paga e ad avere una giusta retribuzione è stato quindi fortemente limitato e pregiudicato dall'accordo del 30 Novembre 2016 firmato dal Governo con la Triplice Confederale. Di qui la necessità di alzare la voce e di far sentire che nella P.A. c'è la presenza di una organizzazione sindacale autonoma ed indipendente, come è FSI-USAE; un sindacato, cioè, che non dipende da partiti, non è compromesso con il potere governativo e che non ha paura di stare al fianco dei lavoratori. 

FSI-USAE ha detto inoltre 'No' ai tentennamenti sull'avanzamento delle competenze delle professioni sanitarie di cui alla Legge 42/99, e sciopera anche per rivendicare l'attuazione del comma 566 della Legge di Stabilità 2015 e il ruolo e la dignità delle professioni sanitarie; professioni che identifica come una vera e propria risorsa per il SSNI e portare in piazza le loro giuste istanze! Per tale motivazioni la Segreteria Territoriale di Venezia ha già inviato alle autorità preposte tutte le comunicazioni del caso e le diffide alle aziende pubbliche a predisporre i contingenti minimi previsti in caso di sciopero nonché l'informazione all'utenza attraverso gli organi di stampa al fine di evitare l'interruzione dei servizi pubblici essenziali a salvaguardia dei diritti dei cittadini. Il sit-in a sostegno dello sciopero previsto davanti al Palazzo del Governo, Prefettura di Venezia su indicazione della Questura".

Il Segretario Territoriale FSI-USAE di Venezia, Roberto Tosi.

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