Poligof, è sciopero contro la nuova organizzazione del lavoro

Braccia incrociate da 2 giorni alla ex Pansac di Mira. Martedì 3 novembre ci sarà un'assemblea dei lavoratori in azienda. Il cambio dell'ad, secondo le sigle Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil «ha peggiorato il clima delle relazioni industriali»

Poligof, archivio

A braccia incrociate ormai da due giorni, i lavorartori della Poligof di Mira (circa 240) hanno intenzione di «scioperare a oltranza». Lo fanno sapere attraverso i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil: «Avevamo sperato fino all’ultimo un cambio di atteggiamento dell’azienda - scrivono - invece c'è stata la rottura del tavolo delle trattative. Le difficoltà, secondo le sigle, sono arrivate con il cambio dell'amministrazione, che avrebbe imposto, senza consultarsi con le rappresentanze sindacali, una diversa organizzazione del lavoro sulle linee. L'azienda, che produce materiale plastico anche per uso sanitario, per lavoratori e sindacati non metterebbe in primo piano la sicurezza, in un momento delicato per l'emergenza Covid, spostando gli operatori fra postazioni e dimezzando gli addetti rispetto al consueto schema. «Se prima infatti i lavoratori per linea erano due - spiegano - ora ce n'è uno soltanto», e questo potrebbe creare un precedente per parlare sbrigativamente di esuberi, senza comprendere che è la modalità del lavoro a richiedere questo personale», spiegano.

«Le organizzazioni sindacali si sarebbero aspettate una convocazione dopo la richiesta del 22 ottobre - per evitare proteste e iniziare a discutere di investimenti e soluzioni condivise, invece l’azienda non ha risposto - scrivono Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil - e ha dichiarato che se il sindacato si mette di traverso potrebbe decidere di andare ad investire all'estero». Le proposte messe sul tavolo dalla rsu, per le sigle, «non sono oltraggiose ma rispecchiano le problematiche delle linee produttive e della sicurezza dei lavoratori. Aver esordito all’incontro con la minaccia di investire altrove non ha intimidito i lavoratori ma ha guastato il clima». La compagnia, ex Pansac, fallita e ricostituita come Polimira e poi rilevata da Poligof, è al suo terzo logo, ricordano. «I lavoratori che hanno già vissuto un fallimento - di certo non staranno ad aspettare scelte sciagurate. Non comprendiamo perché non vengano accolte le proposte di miglioramento di alcuni reparti che porterebbero efficienza, qualità e produttività, riducendo i carichi di lavoro».

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