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Stop dei lavoratori portuali, sciopero di 24 ore l'11 maggio: presìdi a Venezia e Chioggia

Astensione nazionale indetta da Cgil, Cisl e Uil per contrastare la perdita di posti di lavoro e garantire la sicurezza. "Il mestiere dei portuali è rischioso, non va improvvisato"

Venerdì 11 maggio i porti di tutta Italia si fermano per 24 ore, mentre i lavoratori dei porti di Venezia e Chioggia saranno in presidio ai rispettivi ingressi. Prevedibile che le l'iniziativa comporterà una serie di disservizi soprattutto nell'ambito del trasporto merci. La protesta, indetta dai sindacati Filt Cigl, Fit Cisl e Uilt Uil, vuole contrastare la perdita di posti di lavoro nel settore e i rischi per la sicurezza. 

"Stop agli incidenti sul lavoro"

"C'è un accordo tra la Federazione internazionale dei lavoratori di trasporti (ITF) e il Joint negotiating group (JNG, l'ente che rappresenta i datori di lavoro marittimi) che stabilisce che le operazioni portuali vanno effettuate dai lavoratori del porto, non da quelli delle navi. Cionostante, in molti scali si registrano violazioni di queste regole, con le compagnie di navigazione che hanno anche annunciato il totale ricorso all'autoproduzione. Questo provoca due ricadute: riduce i posti di lavoro, perché il personale della nave fa più mansioni a scapito dei lavoratori dei porti; e crea problemi di sicurezza perché il personale della nave non è formato per eseguire operazioni d'imbarco e sbarco, e gli ultimi gravi incidenti sul lavoro, anche mortali, dimostrano quanto sia rischioso il mestiere del portuale".

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