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I lavoratori in sciopero (twitter)

I lavoratori in sciopero (twitter)

Porto bloccato per lo sciopero: "Grandi Navi, rischiamo grosso"

I lavoratori chiedono chiarezza al Governo anche sulla riforma del mondo portuale: "Il caso delle crociere potrebbe farci perdere il posto"

Porto bloccato per gran parte della giornata oggi a Venezia per lo sciopero indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl e UILTrasporti a livello nazionale. Anche in laguna è stata molto partecipata l'agitazione, decisa al termine di un'assemblea di martedì scorso. "E' terminato il lavoro della Commissione del Senato incaricata di elaborare una bozza di riforma dei porti ma tuttora non conosciamo i contenuti del documento - hanno spiegato i sindacati nazionali - serve un confronto vero e serve mantenere un sistema di regole certe per lo sviluppo portuale e la tutela del lavoro che ad oggi non si trovano nei vari provvedimenti che si stanno inseguendo".

Durante lo sciopero, una rappresentanza dei lavoratori costituita dai segretari provinciali delle varie sigle è stata ricevuta dal prefetto Domenico Cuttaia, per spiegare le motivazioni dell'iniziativa. Oltre alla richiesta di avere voce in capitolo nell'ambito della riforma del mondo portuale, nel mirino finisce anche la prospettiva di imminenti privatizzazioni. I sindacati si dicono quindi preoccupati per la sorte dei servizi tecnico-nautici, di piloti, ormeggiatori e rimorchiatori.

Inevitabile poi che le questioni nazionali lascino il passo anche a quelle locali: durante il faccia a faccia con il prefetto si è anche discusso del senso di generale incertezza che riguarda la querelle sulle Grandi Navi. In primis si chiede che, qualsiasi sia la decisione del Governo, rimanga confermata la separazione tra traffico commerciale e passeggeri, oltre che l'attuale Marittima come sede di attracco. I rappresentanti dei lavoratori sono convinti che questa incertezza potrà presto indurre le grandi compagnia crocieristiche a lasciare Venezia, preferendo altri lidi. Con tutte le conseguenze che ciò potrebbe comportare in termini economici e occupazionali, visto che tra dipendenti diretti e indotto si parla di circa 5mila addetti.

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