Cronaca

Tutti insieme contro i test Invalsi, classi vuote: sciopero degli alunni

Dal Gritti al Marco Polo, passando per Bruno, Artistico e Pacinotti, ragazzi e docenti hanno disertato i test: "Noi non siamo numeri, boicottiamoli"

La battaglia di studenti (e professori) contro le prove di valutazione Invalsi prosegue senza sosta e martedì, tra terraferma e centro storico, ragazzi e docenti sono scesi in strada per manifestare ancora una volta il loro scontento, proprio in concomitanza con i quiz e, in un fortunato connubio di mezzi, se non di fini, con lo sciopero dei bidelli. Il risultato si può leggere sulle pagine dei quotidiani locali: il fronte degli scontenti ha infatti surclassato le aspettative, invalidando i test in moltissimi istituti e lanciando un segnale forte verso Roma.

CLASSI VUOTE - Secondo i dati dei Cobas il boicottaggio delle prove Invalsi avrebbe riguardato circa un terzo delle classi interessate a livello nazionale, ma stando al conteggio locale tra Mestre e Venezia la percentuale sarebbe ben più alta. Se il 6 e il 7 maggio è toccato alle seconde e alle quinte elementari, e a giugno i test si aggiungeranno agli esami dei ragazzini di terza media, martedì sarebbe stato infatti il giorno destinato alle seconde (o quinte ginnasio, nel caso dei classici) dei vari licei e istituti superiori. Il condizionale è però d'obbligo, dato che i banchi di Pacinotti, Bruno, Marco Polo, Algarotti, Artistico e Gritti non hanno accolto alcuno studente martedì, e così anche in molte altre scuole del territorio. Proprio al Gritti, poi, istituto scelto persino come campione, con esaminatori esterni a valutare le prove, lo sciopero del personale Ata ha favorito non poco la chiusura dei cancelli. Al Pacinotti i docenti del sindacato Gilda si sono riuniti in assemblea, mentre quelli dei Cobas hanno sfilato con gli studenti nel corteo partito dal polo scolastico in zona Bissuola per arrivare fino in centro Mestre. Al massiccio “codazzo” partito alle 8 si sono poi aggiunti i “cortei selvaggi” degli altri istituti, più distanti, fino a riunirsi tutti in piazzetta Pellicani per un'assemblea collettiva. Il messaggio è uno solo: valutare la scuola va bene, ma non con questi quiz, e se sarà necessario la lotta dei ragazzi proseguirà anche l'anno prossimo.

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