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Foto twitter: @bertodp

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Servizio pubblico, in centinaia in corteo a Venezia per il rinnovo del contratto

È andato in scena giovedì lo sciopero regionale indetto dai sindacati di base. Il "serpentone" si è spostato da piazzale Roma, fino a Campo San Geremia, sede del comizio finale

In centinaia per le calli di Venezia. Sono i dipendenti dei servizi pubblici che hanno aderito alla giornata di sciopero regionale di giovedì, indetta dai sindacati di base per l'intero turno di lavoro. Le bandiere rosse sono partite da Piazzale Roma alle 14.30, e in un lungo corteo si sono dirette verso campo San Geremia, dove si sono tenuti i comizi finali.

Hanno partecipato alla manifestazione i lavoratori della sanità pubblica e privata, degli enti locali, delle Ipab e delle Amministrazioni periferiche dello Stato. I motivi del contendere sono sempre gli stessi, dal rinnovo del contratto nazionale fermo da 7 anni alle numerose vertenze del territorio. I dipendenti chiedono di uscire dall'immobilismo e dalla rassegnazione, per ridare dignità e competitività al lavoro publbico e ai servizi pubblici. "Sono pesanti le responsabilità dei Governi che si sono succeduti, - spiegano i sindacati - che hanno considerato il lavoro pubblico e i lavoratori pubblici solo come centri di spesa da tagliare e non settori in cui investire. I servizi pubblici, proprio a partire dal Veneto, possono e devono migliorare e per  questo vogliamo costruire un progetto di cambiamento che coinvolga le Istituzioni pubbliche e le forze produttive di questo territorio. Un patto tra lavoratori, i cittadini, le Istituzioni a tutela del lavoro pubblico e dei servizi pubblici che restano fondamento di ogni buona democrazia".

Non ha mancato di dare il proprio punto di vista sulle questioni "calde" il vicepresidente della giunta regionale: "Il lavoro pubblico può essere motore di sviluppo del territorio. Su questo siamo assolutamente in linea con quanto chiedono i sindacati ma diciamo anche che va riconosciuto alla Regione del Veneto di aver già intrapreso un percorso serio di efficientamento e di semplificazione della macchina amministrativa".

Condivisione piena anche sulla necessità di semplificare e soprattutto rendere omogenee le procedure all’interno del sistema degli enti locali. “È uno degli obiettivi che ci siamo posti in questa legislatura - ha sottolineato - e sul quale sono già state messe in campo procedure e strumenti informatici regionali per supportare efficacemente questo passaggio epocale a beneficio dei cittadini". Per quanto riguarda il turn over del personale, invece: “Giusta rivendicazione ma facciamola insieme nei confronti di Roma che ha imposto il blocco. Siamo sempre stati contrari ai tagli lineari che danneggiano le regioni virtuose come il Veneto che ha, dopo la Lombardia, il minor numero di dipendenti rispetto alla popolazione. Lo stesso ragionamento vale per il blocco dei contratti e degli stipendi. Era nato come misura temporanea per non più di tre anni ed è in atto da sette".

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