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Vaporetto Actv a piazzale Roma, estate 2020

Vaporetto Actv a piazzale Roma, estate 2020

Avm, lo sciopero forse l'8 marzo. Sigle: «Spieghiamo alla città i servizi che perde»

«Non è in discussione solo l'integrativo in busta paga. C'è il blocco delle assunzioni e linee e corse non pagate che andranno tagliate». Lettera ai cittadini, volantinaggi e l'invito alla manifestazione

Doveva essere un tavolo di raffreddamento quello di mercoledì, in prefettura, fra le sigle sindacali del traporto pubblico veneziano Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Faisa-Cisal e Usb, l'azienda Avm Actv e il Comune, per evitare lo sciopero. Invece, hanno detto in conferenza stampa oggi i sindacati, l'atmosfera si è riscaldata. L'azienda all'attacco avrebbe messo sul tavolo l'elenco di «tagli, rinunce e sacrifici chiesti al lavoro per salvare i posti e il servizio pubblico. In una frase: lavorare di più e guadagnare di meno». Un tributo che i rappresentanti sindacali hanno considerato «provocatorio e irricevibile». E anche più chiari, via via che le proposte dell'azianda venivano dichiarate, sono sembrati i disegni di Avm, «scavalcata dall'amministrazione che si è impossessata della trattativa», ha detto Aberto Cancian Usb Trasporti.

Cruciale l'annuncio del blocco delle assunzioni. Non solo le stagionali, ma quelle necessarie al ricambio generazionale, hanno spiegato le sigle, per mantenere in vita i livelli dei servizi, altrimenti destinati a un ridimensionamento. «Non si tratta dei 100 euro in meno in busta paga, anche se non sono trascurabili (e se diventano welfare comunque sono legati ad acquisti specifici). Ma non avrei mosso mari e monti per quello - è intervenuto Francesco Sambo, Uiltrasporti - Si mettono in discussione i servizi per la città». E si fa capire che, se la mole delle entrate prima garantite dai titoli di viaggio dei turisti non la mette lo Stato, il trasporto pubblico locale veneziano non è in grado di stare in piedi e va ridotto. Tagli di linee, orari e servizi. I sindacati hanno già idea di quello che verrebbe a mancare. «Basta guardare ciò che è accaduto con il lockdown», ha detto Valter Novembrini di Filt Cgil. Ammontano a 230 mila le ore moto non pagate. «A esser messi in pericolo sarebbero ferry boat (11 e 17), akcune corse bus, i servizi notturni, la linea 2 della navigazione in parte,  e in parte i motoscafi 4.1 e 4.2», e in ballo ci sarebbe anche il tratto dei bus sul ponte della Libertà (le vecchie circolari urbane di Mestre arrivavano a un metro dal ponte e il tratto non è ammesso a contributo). «Ma i cittadini non camminano sull'acqua - ha commentato Marino De Terlizzi di Fit Cisl - ci deve essere il riconoscimento della specialità di Venezia».

Dopo aver confermato lo sciopero del 6 marzo, che potrebbe slittare all'8 per motivi organizzativi (visto che coinciderebbe con l'astensione nazionale già proclamata), i sindacati si sono rivolti alla città per coinvolgerla in questa protesta. Per dire che in ballo non c'è solo l'integrativo, ma il diritto alla mobilità. A breve ci sarà una lettera aperta alla cittadinanza, banchetti e gazebo per un volantinaggio informativo, «e le proposte per mantenere servizio e lavoro saranno in un documento che chiederemo alla città di sottoscrivere, per richiamare all'impegno tutti i livelli politici, invitando a manifestare con noi», hanno detto le sigle. 

Si andrà avanti con le iniziative anche dopo lo sciopero, proclamato per tre ore, dalle 10 alle 13. I sindacati sono disposti ad agganciare anche la data dell'astensione nazionale del 26 marzo prossimo, quando allora mancherà poco ad arrivare al primo aprile, data stabilita dall'azianda per la cessazione degli accordi di secondo livello. «E allora non saremo più i soli a doverci assumere una responsabilità di fronte alla città», hanno commentato. «L'azienda doveva fare un passo indietro - dice De Terlizzi - Invece le proposte che ha fatto non hanno nulla di equo, né per i servizi né per i lavoratori, e i costi ricadono sulla movimentazione, acquea e di terra. I chilometri ore non finanziati arrivano dalla riduzione di fondi della Regione Veneto nel 2011, quando si pensò che la risorsa turistica era abbastanza da permettere di spostare 25 milioni in altre province. Un calcolo - ha detto - che non regge più. Il trasporto pubblico locale non può accollarsi iniziative che non c'entrano, come le luminarie o mutui impropri. L'unica risorsa che abbiamo è il prefetto, deve far capire alla direzione aziendale che in ballo c'è il trasporto della città, o sarà muro contro muro fino alle estreme conseguenze».

«Abbiamo chiesto risorse dal fondo nazionale. Si aumentino gli abbonamenti, non so, non voglio arrivare a questo - ha detto Sambo -.  Ma noi eravamo partiti con moderazione, le proposte di ieri hanno creato tensione». «Avm ha detto in un secondo momento cose diverse da quelle affermate dal prefetto - ha affermato Andrea Naia di Faisa Cisal - Aveva parlato di recuperare i riposi, uno e mezzo al mese, che non essendo goduti vengono accantonati. Ma sono 21, non 9: le cose non corrispondono. Come i 40 mila euro netti in busta dei dipendenti, dichiarati a Chioggia, che sono lordi. Sta creando confusione. Ai 100 euro in meno al mese si aggiungono richieste di rinuncia a riposi e ferie, conteggi dei chilometri agli autisti. Ma che gioco è?». «Avm ha messo tagli sul tavolo ma non per tutti», ha detto Fernando Lanzo. «Cinque giorni di ferie in meno, tranche decennali e non più di 15 giorni (ad oggi sono già programmate dall'azienda le ferie, dicono i sindacati, non le scelgono i lavoratori), più minuti (oltre 20, rispetto alle 6 ore e mezza) di lavoro giornaliere, e anche i bis durante le pause». Sciopero Avm, Actv e Vela e presidio il 6 (o l'8) marzo, nel piazzale della stazione di Venezia. I sindacati hanno esteso l'invito a cittadini, studenti e politici.

«A fronte di alcune dichiarazioni in merito a ipotetici tagli di servizi di navigazione, l’azienda smentisce nella maniera più categorica che ciò abbia fondamento e invita le organizzazioni sindacali ad astenersi dal diffondere false notizie o libere interpretazioni a fini strumentali», ha replicato Avm Actv, ribadendo che non si perderebbero linee, tratti o corse.

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