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Poste, Cgil: "Sciopero degli straordinari ad agosto in vista di un autunno caldo"

Dal primo al 21 mobilitazione del sindacato Slc: "I cittadini lo devono sapere, lo scadimento del servizio va di pari passo con il peggioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti"

Niente straordinari fino al rientro dalle ferie. Risponde così il sindacato Slc Cgil Veneto alle "continue segnalazioni di disservizi che sulle pagine dei giornali vengono attribuiti alle Poste e al personale che vi opera". Dal primo al 21 agosto gli operatori si asterranno dalle prestazioni lavorative oltre l'orario ordinario. Per la Cgil: "E' solo l'nizio di un autunno caldo".

"I cittadini lo devono sapere che lo scadimento del servizio va di pari passo con il peggioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti delle Poste: pochi, malpagati, con un’azienda che pretende senza dare - scrive il sindacato -. L’orario di lavoro è diventato un optional, rispetto a pretese di una prestazione di lavoro progettata a tavolino, ma impraticabile nella realtà, con ritmi di lavoro che, per chi circola su un motorino per recapitare la posta, si traducono in costante repentaglio della sicurezza e della vita".

"Gli Stabilimenti Postali del Veneto sono diventati vere “fabbriche”, ma di disorganizzazione - continua Slc -. Per queste realtà, dietro l’angolo c’è sempre una nuova ristrutturazione, per ridurre le teste, peggiorando la qualità del servizio. Non gode di miglior sorte tutto il settore “impiegatizio”, per il quale la riduzione del personale va solo di pari passo con l’aumento della domanda di fatturato sulle attività commerciali, sacrificando gli ultimi residui di socialità del servizio, mentre è sempre più a repentaglio l’apertura mattutina dell’ufficio postale".

C'è poi il problema del lavoro precario e quello che la Cgil definisce "abuso" dei contratti a termine per scaricare la flessibilità sul lavoro. "Una legislazione sempre più orientata alla distruzione di lavoro stabile che ha passato ogni limite, senza offrire a questi lavoratori (ormai, sempre più spesso, neanche giovanissimi) sbocchi occupazionali fissi. I processi della cosiddetta riorganizzazione (leggi=taglio di posti di lavoro), sono sempre all’ordine del giorno, con un taglio dei costi incurante della qualità del servizio alla collettività".

Inevitabile, spiega il sindacato, riprendere la mobilitazione "da dove l’avevamo interrotta pochi mesi fa, nell’incertezza del vertice aziendale. E questa volta è una mobilitazione che comincia d’estate, quando i livelli di insufficienza del personale sono all’apice, ma arriverà al traguardo in autunno, nel tentativo di condizionare l’agenda di chi guida l’azienda, per ottenere una maggiore attenzione".

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