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Sciopero e volantinaggio Syndial mercoledì: lavoratori pronti a bloccare gli impianti nel sito

Nella società che si occupa di attività ambientali al petrolchimico di Porto Marghera da tempo si lamentano difficoltà per il "peggioramento della qualità del lavoro e delle relazioni industriali"

Lo sciopero con volantinaggio indetto dalle sigle sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil e i lavoratori Syndial Spa si svolgerà all'ingresso della portineria 9 del petrolchimico di Porto Marghera, mercoledì dalle 7 alle 10 e a seguire il blocco riguarderà gli impianti interni del sito.

"Varie sono le ragioni che hanno portato sindacati e lavoratori a manifestare - scrive la Filctem Cgil -. Di sicuro si tratta dell'epilogo finale di un elenco di difficoltà pesanti e irrisolte. Syndial Spa è una società del gruppo Eni. Da tempo il dialogo con le parti datoriali è diventato difficile. In nome di principi aziendali profondamente cambiati. Sempre più votati al taglio dei costi e sempre meno interessanti e attenti alla qualità del lavoro e al benessere dei dipendenti, attori della crescita e dello sviluppo aziendale".

"Non parliamo solo del 'premio di sicurezza' - spiegano Femca Cisl e Ultec Uil - che anche quest'anno, trovando un cavillo burocratico ad hoc, l'azienda non ha riconosciuto ai lavoratori. Anche la recente confluenza contrattuale da chimico ad energia, ha creato non pochi problemi e ha messo molti lavoratori in una situazione di perdita economica. L'azienda ha chiesto ai lavoratori di modificare gli orari nei prossimi giorni per chiudere in tempi rapidi le attività previste ed evitare sanzioni amministrative. La richiesta di straordinario senza alcuna disponibilità a trattarne le condizioni, non può che far capire l'intenzione di procedere sempre più unilateralmente della società. Quanto alla riorganizzazione dell’impianto Taf (trattamento acque di falda) l’azienda ha ridotto gli organici e creato una squadra giornaliera che dovrebbe monitorare attraverso campionamenti le attività degli impianti. Purtroppo a questi lavoratori non si danno gli strumenti per esercitare le attività".

"Abbiamo - spiegano dal canto loro i lavoratori - sempre svolto qualsiasi tipo di attività che ci veniva richiesta, ma di fronte ad un’azienda che disincentiva e demotiva i propri dipendenti, ci è difficile condividere obiettivi e metodi che vanno ben oltre a un normale rapporto di lavoro. Si parla in questo tempo di team, squadra o condivisione, facciamo nostre queste affermazioni, ma crediamo anche  che la squadra se è tale, debba essere valorizzata e non sempre demotivata". Si scende in strada quindi, per trasmettere alle parti datoriali il malessere accumulato e la volontà di tornare a trattare.

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