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Martedì, 16 Agosto 2022
Cronaca Canal Grande

Blocco in Canal Grande, alle 15.30 incontro tra categorie e Comune

I trasportatori sono infine riusciti a "strappare" un faccia a faccia con l'amministrazione, intanto però la protesta in laguna continua determinata

Continua la protesta dei trasportatori veneziani, che giovedì hanno iniziato la loro seconda giornata di blocco totale in laguna. A venire contestate sono alcune decisioni prese dal Comune per il riordino del traffico acqueo lungo il Canal Grande nell'ormai famoso (o famigerato, dipende dai punti di vista) piano in 26 punti portato avanti dal sindaco Giorgio Orsoni e dall'assessore alla Mobilità Ugo Bergamo. Proprio il primo cittadino, alla vigilia dello sciopero, si era detto totalmente contrario alla protesta e deciso a non trattare con le categorie. Dopo le prime 24 ore di blocco, tuttavia, sembra che Orsoni sia sceso a più miti consigli e l'amministrazione si prepara quindi a riaprire il dialogo con i rappresentanti delle associazioni. L'esito delle trattative, comunque, resta quantomai incerto.

FACCIA A FACCIA – In realtà l'incontro dei trasportatori e tutte le categorie “agitate” con il Comune si sarebbe dovuto svolgere già giovedì mattina, intorno alle 9.30. I lavoratori furibondi avrebbero dovuto sedersi ad un tavolo con un rappresentante dell'amministrazione cittadina, con ogni probabilità il direttore generale Marco Agostini, accettando la mediazione del prefetto Domenico Cuttaia. Tutto rimandato, però: la tavola rotonda è stata infatti spostata alle 15.30, e non è ancora noto chi sarà a prendere posto davanti ai manifestanti, anche se resta certa la presenza di Cuttaia come mediatore. Impossibile dire se dopo il faccia a faccia le barche torneranno a solcare il “Canalasso”, ma le tensione al momento resta alta.

I COMMENTI - ''Abbiamo dimostrato - spiega Francesco Tagliapietra, responsabile dei trasporti Ascom - che i problemi che ci sono sempre stati, sono ribaditi e quindi le ordinanze vanno ritirate. Il prefetto sarà il garante al tavolo con i tecnici comunali ma, nel frattempo, i presidi restano''. ''Apriamo questo tavolo - ha aggiunto Claudio Citran, segretario della Cna di Venezia - perché le ordinanze contestate entrano in vigore domani: cercheremo questo pomeriggio di dirimere le divergenze che ci sono. Il prefetto ci ha chiesto di sospendere il fermo dei trasportatori, ma noi abbiamo risposto che siamo disposti ad accogliere la proposta solo se anche il Comune farà marcia indietro''.

TAXI ATTIVI - Intanto giovedì mattina i taxi acquei sono tornati a solcare le acque della laguna di Venezia. ''L'autorizzazione allo sciopero - spiega Gianni Fabio, presidente del Consorzio Lepanto e titolare di licenza taxi - valeva solo per mercoledì: giovedì siamo tornati ad eseguire il servizio primario, ma non quello a noleggio, che riguarda la maggioranza del nostro lavoro, perché non abbiamo nessun obbligo in tal senso. Un'eventuale precettazione, dunque ci troverà al nostro posto sugli stazi''. Anche se non verranno ammessi al tavolo fissato questo pomeriggio con i trasportatori merci, i tassisti hanno annunciato che saranno comunque presenti in Prefettura in attesa dell'esito della riunione che inizierà alle 15.30. ''Anche noi - prosegue Fabio - abbiamo chiesto l'istituzione di un tavolo, perché siamo disposti a trattare, ma di certo non sulla base di una chiusura del Canal Grande dalle 8 alle 15, perché significa perdere almeno la metà del lavoro''. ''L'amministrazione - aggiunge Luca De Marchi, del Consorzio motoscafi - deve prendersi le sue responsabilità ed essere disposta anche ad ascoltare: in 32 anni che faccio questo lavoro, è la prima volta che ho visto una mobilitazione di questo genere''.

NECESSITA' VIRTU' -. ''Mai visto un Canal Grande così vuoto'', è il commento più diffuso tra la gente che transita mercoledì mattina per il principale rio veneziano nel secondo giorno di serrata dei trasportatori di merci. Perché, nonostante i taxi (ma attenzione: solo quelli in servizio pubblico e non quelli a noleggio) siano tornati a muoversi dopo l'unico giorno di sciopero concesso dalla Prefettura, effettivamente il movimento, nel tratto d'acqua dalla punta della Dogana al ponte della Costituzione, è davvero ridotto al minimo. E non tanto e non solo per la riduzione del cadenzamento delle linee di trasporto pubblico, che, con il ritorno in servizio dei taxi, non risultano nemmeno troppo affollate dalle valigie dei turisti, come invece avvenuto mercoledì. Pochi i titolari di esercizi pubblici che si lamentano per l'impossibilità di rifornirsi di merci e materie prime. ''Lo sapevamo prima che ci sarebbero state delle difficoltà, per cui abbiamo accumulato più scorte del solito'', è la risposta di un piccolo panificio-pasticceria alla domanda dell'Ansa se preveda di avere nelle prossime giornate delle difficoltà a procedere nell'attività.

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